Argenta, risse e clienti con precedenti: chiuso il bar Celletta

L’episodio più eclatante lo scorso 6 settembre con alcune persone all’ospedale. La licenza sospesa due settimane da oggi

ARGENTA. A partire dalla mezzanotte di ieri il bar Celletta situato nell’omonima via al civico 108/D sarà chiuso 15 giorni, come disposto dal questore di Ferrara. Chiusura e sospensione della licenza per la somministrazione di alimenti e bevande 108/D per motivi di ordine pubblico e sicurezza dei cittadini, anche con la finalità di impedire - attraverso la temporanea chiusura del locale -, il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale.

Il provvedimento è conseguenza della proposta avanzata al questore dalla stessa Compagnia carabinieri, i cui militari, in più circostanze, hanno riscontrato la presenza tra gli avventori del locale di numerosi pregiudicati con precedenti di polizia e condanne per reati vari contro la persona e la morale pubblica. In particolare, negli ultimi mesi, si sono registrati diversi episodi di disturbo della quiete e della sicurezza pubblica che hanno richiesto molteplici interventi delle forze dell’ordine per liti, aggressioni e danneggiamenti commessi all’interno e nelle pertinenze del locale.


L’ultimo episodio, in ordine di tempo, è anche quello più eclatante e risale al 6 settembre, quando i militari sono intervenuti a seguito di una rissa scoppiata all’interno del bar tra 20-30 persone (l’ipotesi è che si trattasse di due bande, coinvolte perlopiù persone di nazionalità straniera), alcune provvisti di mazze e bottiglie. Rissa poi proseguita nelle pertinenze dell’esercizio, ove alcuni dei coinvolti sono rimasti o gravemente feriti con successivo ricovero all’ospedale “Maggiore” di Bologna, in codice giallo e rosso, per ferite da taglio e fratture ossee.

LA CHIUSURA

Pertanto, il questore Cesare Capocasa, valutato che l’ultimo fatto è stato particolarmente grave per la violenza con cui si è svolto, tale da mettere in serio pericolo l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, ha decretato la sospensione dell’attività. E qualora si ripetano i fatti che hanno determinato la sospensione, la licenza può anche essere revocata.

Va precisato che si tratta di un potere discrezionale oggettivo che valuta non solo la pericolosità effettivamente riscontrata, bensì anche elementi solo potenzialmente idonei a far determinare la pericolosità per la collettività, l’ordine pubblico e il buon costume assumendo, così, una funzione preventiva finalizzata ad evitare situazioni di pericolo. Pertanto, non è necessario che i disordini si siano effettivamente verificati, basta una situazione di pericolo potenziale e oggettivo per legittimare l’adozione di simili provvedimenti, sempre suffragati da specifica attività di polizia giudiziaria. —

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