Raccolta differenziata: il 20% dei rifiuti che arriva a Hera non si ricicla

Un impianto consente di selezionare i conferimenti La carta in particolare viene gettata in maniera impropria 

Raccolta differenziata rifiuti, il 20% che arriva a Hera non si ricicla

All’impianto di “Selezione e Recupero” di Hera a Ferrara arrivano ogni anno 100mila tonnellate di carta, trasportate da 85 camion a settimana, l’equivalente in pratica del contenuto di 8.500 cassonetti (1 camion corrisponde a 100 cassonetti).

L’obiettivo è il riciclo totale del materiale (qui arrivano anche plastica, vetro, legno e tutto ciò che può trovare nuova vita), ma al momento «l’impianto può avere una resa dell’80% ed uno scarto del 20%», dicono da Hera, e questo perché si verificano ancora errori di conferimento che spesso si traducono in una contaminazione di quanto è stato raccolto.

Raccolta impropria

La prova, ieri all’impianto di “Selezione e Recupero”, l’ha data proprio l’arrivo del camion della raccolta della carta da cui sono fuoriusciti anche materiali assolutamente proibiti: organico, indumenti usati, bottiglie e contenitori di plastica, e pannolini «che sono uno degli errori più comuni del cittadino – rivelava il responsabile dell’impianto, Antonio Argentino – così come i cartoni delle pizze, che se sono sporchi e con residuo di organico vanno gettati nell’indifferenziato, altrimenti si inficia la qualità della raccolta».

Il metodo per limitare i danni comunque c’è ed è il sistema automatizzato dell’impianto che separa la carta dagli altri rifiuti, con una cernita manuale per il controllo della qualità sulle spalle di abili addette rapidissima nell’adocchiare sul rullo o rifiuti fra la carta “buona’’ o ulteriore carta da “salvare’’.

Ma il primo passaggio è costituito dal “dosatore apri sacco’’: «apre gli eventuali sacchetti in cui è contenuta la carta – spiegava Argentino – poi il materiale passa nel’’vaglio rotante’’che lo divide in due flussi, uno più grande e l’altro piccolo».

Il passo successivo è il “deferizzatore’’ che separa la carta dagli oggetti metallici, e poi il “lettore ottico’’ che «si basa su una tecnica a infrarossi – continuava il responsabile dell’impianto – che riconosce la matrice del materiale»; con un sistema di valvole ad aria compressa la carta viene infine separata dal resto dei rifiuti. A quel punto il materiale buono viene inviato in presse e compattato in balle, di 1200 chili (quelle di carta) e di 1300 chili (quelle di cartone), per agevolare il trasporto verso le cartiere. Il prodotto finito, nel piazzale dell’impianto di “Selezione e Recupero”, viene etichettato e deve corrispondere a determinati standard di qualità: «non deve avere umidità superiore al 10% – diceva Argentino – e non deve avere più dell’1% di materia estranea residua, perché altrimenti per la cartiera non è conforme. Questo materiale non è più quindi un rifiuto, ma è classificato come un materiale primo secondo».

I ferraresi e la raccolta differenziata? «I cittadini sono bravi – dicono i responsabili di Hera – ma vorremmo che fossero bravissimi. Ci sono ancora errori che possono mettere a repentaglio tutto. Sulla quantità I numeri della differenziata a Ferrara sono elevati, ora vorremmo puntare sulla qualità, bisogna impegnarsi a ridurre quello scarto del 20% a qualcosa di meno per dare davvero valore a quello che si fa».

Hera a questo proposito sta sviluppando anche sistemi innovativi e occhi elettronici’’direttamente nei camion per analizzare il contenuto dei cassonetti e individuare anche quelle zone della città dove eventualmente avviare azioni correttive.

«Il riciclo è importante – dice Hera – perché si mette in moto l’economia circolare e si ha uno sconto di circa 50/60 euro a famiglia sulla tariffa dei rifiuti». —

Giovanna Corrieri

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