Ferrara, alla prova il “protocollo scuola” dell’Asl: zero contagi, qualche punto interrogativo

Anche i negativi al tampone sottoposti ad un secondo test: nel mezzo una settimana “autogestita” per studenti e famiglie

FERRARA. Oggi tornano in classe dopo una settimana di didattica a distanza gli studenti dell’Einaudi compagni di classe di un ragazzo trovato positivo due settimane fa, e si tratta dell’occasione buona per un primo punto su coronavirus e scuola. Al momento non sono noti casi di contagi trasmessi in ambiente scolastico, nelle ormai plurime situazioni di potenziale allerta-focolaio registrate in provincia, e questa tendenza sembra confermare quanto emerge a livello nazionale. I diretti interessati, cioè studenti e genitori oltre che insegnanti, hanno tuttavia potuto sperimentare quello che l’Asl ha chiamato “protocollo scuola”, imperniato sul doppio tampone anche per i negativi, che andrà affinato sulla scorta delle esperienze di queste settimane.

“FINESTRA” AMPIA


Nelle scuole ferraresi funziona così: se un componente del gruppo classe risulta positivo, automaticamente tutti i suoi contatti abituali (definiti comunque “occasionali” dal protocollo) vengono sottoposti ad un primo tampone immediato, e poi ad un secondo a distanza di una settimana; quest’ultimo indipendentemente dall’esito del primo. Al numero verde Asl i genitori che hanno chiesto spiegazioni, dopo la prima tornata di tamponi tutti negativi, si sono sentiti rispondere che il primo test serve sostanzialmente ad individuare ed isolare un eventuale focolaio scolastico, mentre il secondo cade verso la fine del periodo “finestra” del contagio, che si allunga mediamente per i 14 giorni delle quarantene. Serve, insomma, a tutelare al massimo la scuola da rischi di contagi ritardati.

Cosa succede a studenti e genitori in questa fase? I ragazzi non vengono inseriti in liste Asl, né d’isolamento né di sorveglianza attiva, quindi non vengono direttamente monitorati e non hanno divieti di sorta. Possono in sostanza fare una vita normale, tant’evvero che in diverse situazioni sono tornati in classe in presenza già dopo la prima tornata di tamponi negativi (la dad all’Einaudi è stata decisa dalla dirigente scolastica per ulteriore prudenza), sia pure con il suggerimento, quando sollecitato, di tenere il più possibile la mascherina e «rinviare» attività non irripetibili.

PUNTI INTERROGATIVI

Qualche punto interrogativo può sorgere negli ambienti extrascolastici, sportivi e formativi, sulle conseguenze di un secondo tampone positivo dopo una settimana di attività “normali”. E interrogativi se li è posti per l’ambito lavorativo anche qualche genitore, che pure è «contatto di un contatto» e quindi non considerato dal protocollo scuola, ma è convivente stretto del “doppio tamponato”. Il tutto per un periodo che tra attese per il tampone ed esiti, può dilatarsi verso le due settimane standard. Forse potranno togliere incertezza i test rapidi. —

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