Ferrara, il commercio teme il lockdown: «Chi sgarra danneggia anche noi»

A giorni il nuovo Dpcm. Musacci (Fipe): sanzioni severe a chi non rispetta le norme. Attesa in casa Spal

FERRARA. Tremano gli operatori della movida, ma anche quelli dei ristoranti e delle attività commerciali che realizzano una parte dei loro ricavi negli orari serali e notturni. Si è tornato infatti a parlare di lockdown, anche se focalizzati in aree geografiche ben delimitate, dell’uso obbligatorio della mascherina all’aperto in tutto il Paese, di orari accorciati per gli esercizi commerciali. Il governo sta pensando di prorogare lo stato di emergenza sanitaria al 31 gennaio 2021. Le nuove misure, ancora non ufficializzate, potrebbero essere illustrate e adottate tra domani e mercoledì. A spingere l’esecutivo verso l’adozione di nuove restrizioni sono le notizie di una crescita dei nuovi contagi (il bollettino nazionale di ieri, in Italia, ha rilevato oltre 2.500 nuovi positivi), l’aumento dei ricoveri, quello dei focolai attivi nel Paese, oltre 3mila, la situazione che si è creata con l’apertura delle scuole, l’innalzamento della velocità di propagazione della pandemia (il cosiddetto indice Rt).

Matteo Musacci, presidente regionale della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, ha anticipato le sue riserve con un post su Facebook. «Le restrizioni agli orari di apertura, ventilate in queste ore - il suo commento - avrebbero un effetto devastante su un settore già così fragile e messo a dura prova nei mesi scorsi. In più, oltre al danno, si aggiungerebbe la beffa: a causa della noncuranza dei regolamenti da parte di pochi, ne andrebbero a pagare le conseguenze anche i molti imprenditori ligi alle norme».


MISURE AD HOC

Musacci propone soluzioni “ad hoc”, da applicare su misura a chi viola le regole della prevenzione innalzando in questo modo per tutti il rischio di diffondere il virus. «Occorrono più controlli e severe sanzioni - aggiunge - per chi non rispetta le norme e la possibilità di continuare a lavorare per chi invece, ligio al dovere e alle responsabilità del momento critico, sin dalla riapertura ha applicato diligentemente i protocolli».

Il direttore provinciale della Confesercenti, Alessandro Osti, conferma le preoccupazioni di Musacci. «La riduzione degli orari (ho addirittura letto tra le ipotesi l’orario delle 22) significherebbe penalizzare una categoria che sta cercando timidamente di salvare il salvabile - sostiene - Noi confidiamo nel buon senso, in provvedimenti che intervengano dove è necessario. Ferrara, finora, ha subìto meno l’impatto dell’infezione, forse anche perché i cittadini sono stati più rispettosi delle norme».

Anche la Spal segue con attenzione i movimenti del governo. Tra le misure ventilate c’è la proroga della restrizione che impedisce di far entrare più di mille persone negli stadi. Nessuna nota ufficiale anche se la posizione della società è nota: adeguamento alle disposizioni che saranno approvate col Dpcm e speranza che si giunga ad una progressiva apertura che riporti la gente negli stadi. —

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