Medicina Unife a Cotignola Altra bocciatura della Regione

L’assessore Donini: ci sono carenze e l’agenzia di valutazione ha già detto no I 27 iscritti? «Il ministero ha pronte soluzioni per garantire il diritto allo studio»

La Regione continua a fare muro contro l’istituzione del corso di Medicina da parte di Unife a Cotignola, in provincia di Ravenna, attraverso un accordo con la struttura privata Maria Cecilia Hospital, ed a questo punto il destino dei 27 studenti già iscritti sembra dirottato altrove. Molto duro l’assessore regionale Raffaele Donini che, rispondendo ieri in aula all’interrogazione a risposta immediata di Silvia Zamboni (Europa verde) ha nuovamente bocciato il progetto ferrarese. «L’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), a seguito delle verifiche della Commissione di esperti di valutazione, in data 31 agosto 2020 - ha detto Donini - ha espresso provvedimento di diniego dell’accreditamento del corso di laurea presso la struttura di Cotignola per le carenze riscontrate rispetto al poter garantire l’autosufficienza formativa».

Unife ha presentato ricorso contro il diniego, ma nelle more di questo procedimento, e considerato che a metà ottobre dovrebbero cominciare le lezioni, l’assessore ha comunicato che il ministero dell’Università ha prefigurato «soluzioni per garantire il diritto allo studio di coloro che hanno scelto la sede di Cotignola e superato le prove di selezione». Nella graduatoria unica nazionale del test di Medicina del 3 settembre, infatti, era possibile indicare anche la sede romagnola pur permanendo una teorica incertezza. Donini, peraltro, non indica quale sia questa soluzione, se cioè agli iscritti Unife di Cotignola sarà offerta la sede di Ferrara o i corsi di un’altra università, cioè Bologna. Resta il fatto che senza un cambio di posizione della Regione, l’Anvur non cambierà idea in quanto l’impiego di strutture esclusivamente private impone, secondo l’organo di valutazione, un via libera “istituzionale”: e la risposta di Donini sembra una pietra tombale su ogni possibile apertura.


C’è poi una partita aperta sul riconoscimento del Maria Cecilia Hospital come Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico: la richiesta, ha detto l’assessore, è all’esame del ministero della Salute e che la giunta ha «valutato positivamente il possesso dei requisiti della medesima struttura, condivisione espressa anche dalla Confederenza territoriale sociale e sanitaria della Romagna». —

s.c.

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