Ferrara. Armati e mascherati in giro a far rapine. Sospetti per altro colpo

Il giudice ordina arresti in casa ai due ferraresi trentenni. Indagini della Polizia su analogie di aggressioni notturne  

FERRARA. Uno è operaio, ha 28 anni. L’altro un artigiano di 31 anni: entrambi ferraresi, insieme sono usciti alcune notti fa di casa armati con un fucile e una pistola, softair, senza tappo rosso, e dunque armi che sembrano vere se usate per una rapina. Non si sono però dimenticati di prendere passamontagna, e così presentarsi da una prostituta cubana che stava lavorando in città minacciandola e aggredendola: «Dacci tutti i soldi che hai».

Non solo una ragazzata


È possibile allora sostenere che si tratti solo di una “bravata”, una “ragazzata”, quella che hanno messo in scena, alcune notti fa a Ferrara, finendo poi arrestati dalla Polizia grazie alla prontezza della stessa donna loro vittima? È ancora presto per rispondere a questo, perché sono in corso indagini della Squadra mobile perché non sarebbe il “solo” colpo messo a segno dalla coppia di rapinatori ragazzini, poiché almeno un altro fatto potrebbe avere analogie a quello per cui sono stati scoperti: i due, ragazzi ferraresi ieri mattina (giovedì 8 ottobre)  sono finiti in tribunale, per rispondere della tentata rapina e anche di tentata violenza sessuale sulla prostituta.

Il giudice Carlo Negri ha convalidato il loro arresto eseguito in piena notte dagli agenti di Polizia di una Volante, e deciso che per il momento possono bastare gli arresti domiciliari e non il carcere come invece aveva chiesto il pm Isabella Cavallari. Resta, comunque, la gravità del fatto, che solo la prontezza della donna e l’abilità degli agenti della Volante che li hanno arrestati, ha potuto ridimensionare. I due si erano presentati armati e mascherati dalla prostituta alle prime ore di martedì scorso: la donna, dopo aver riferito di non aver soldi, li ha convinti a salire in auto con lei, andare a casa sua per avere un rapporto sessuale (da qui il reato di tentata violenza, poiché la donna era sotto minaccia).

La donna sotto minaccia

La donna, strada facendo, però con prontezza è riuscita a distrarli (a farli scendere per comprare i preservativi), a portarli in giro per la città, e una volta arrivati in piazza Travaglio a catturare l’attenzione urlando di una Volante di passaggio. I due si sono fiondati fuori dall’auto, sono stati inseguiti e poi arrestati, uno dopo l’altro. Il secondo era riuscito a scappare ma è stato rintracciato nel luogo in cui aveva lasciato l’auto ( dove era avvenuta la rapina) ed è stato anche lui arrestato. Gli avvocati difensori Marcello Barbè e Vittorio Zappaterra hanno spiegato al giudice che la misura degli arresti domiciliari era giusta, visto che sono incensurati: ma la “bravata” se tale è stata, al processo costerà caro: rischiano almeno 5 anni di carcere. —

D.P.

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