Goro. Due bandi per sostenere pesca e attività turistiche connesse

Lunedì 12 ottobre il primo incontro in sala consiliare a cura del Flag costa regionale. Ed ecco i primi dati sul contrasto al mercato illegale, danno per tutta la filiera

GORO. Resta alta, e non potrebbe essere altrimenti in un territorio come il nostro, l’attenzione sul modo della pesca. “Diversificazione dei prodotti ittici e delle attività della pesca” è il tema che verrà affrontato lunedì 12 ottobre, dalle 15, nella sala consiliare del Comune di Goro (piazza Alighieri) e nei giorni successivi sono stati fissati appuntamenti in tutta la Regione, compreso Porto Garibaldi (il 29 ottobre). Gli appuntamenti serviranno a presentare il bando del Flag ssl costa dell’Emilia-Romagna. Nel dettaglio, bando Azione 3A, “Diversificazione dei prodotti ittici e delle attività della pesca” e Intervento 3A1 “Sostegno ad iniziative di pescaturismo, ittiturismo, acquiturismo e attività connesse”.

Pesca illegale

In attesa di scoprire le risorse messe a disposizione per il mondo della pesca, ecco i primi risultati del Programma nazionale triennale della Pesca e acquacoltura 2017-2019, annualità 2020, realizzato con il contributo del Mipaaf, che ha visto Ue.Coop impegnata in un’azione di informazione e divulgazione volta al contrasto della pesca illegale nelle acque italiane, con la collaborazione dell’Arci Pesca Fisa e il coinvolgimento delle Capitanerie di porto, pescatori professionisti, ristoratori ed associazioni di consumatori.

Cosa fare

Fra le attività previste nel programma attuato, la pubblicazione di un documento sulle buone pratiche “Analisi, buone pratiche e proposte per il controllo e il contrasto della pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata”, comprensivo dei dati raccolti da un campione nazionale di pescatori professionali e pescatori ricreativi, sottoscritto da Gherardo Colombo, presidente nazionale di Ue.Coop, e dal presidente nazionale di Arci Pesca Fisa, Fabio Venanzi. Le attività di cattura illecite rappresentano infatti un canale di primario inserimento nel mercato nazionale di prodotti ittici non conformi, la cui commercializzazione o somministrazione, oltre a rappresentare un rischio concreto per la salute, reca non pochi pregiudizi alle attività di tutti gli attori della filiera (ristoratori inclusi).

La rete

L’azione progettuale messa in campo da Ue.Coop ha colto appieno l’opportunità di mettere a sistema le conoscenze e le esperienze dei diversi portatori di interesse che vivono sul territorio, nella convinzione che la definizione di priorità politiche, economiche, sociali, ambientali e la correlata adozione di misure legislative e regolamentari di cui gli operatori sono diretti destinatari, implichino necessariamente una partecipazione a titolo sia individuale sia collettivo, perché queste possano contribuire utilmente alle scelte di competenza degli enti decisionali. «Il documento che abbiamo sottoscritto – spiega Colombo – è un passo utile e importante che ci servirà anche per attività di informazione e formazione; le regole, infatti, non si osservano solo perché si deve, ma perché s’è compreso il senso».

«Questo progetto non lascia il tempo che trova. È invece – aggiunge Venanzi – una fotografia perfetta del fenomeno della pesca illegale, che serve per mettere nella giusta ottica un problema con l’obiettivo di risolverlo nel concreto».

Plauso all’iniziativa pure dal capitano di vascello Donato De Carolis, che ha recentemente assunto l’incarico di Capo reparto pesca al Ministero. —

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