Ferrara. Lavori allo stadio Mazza per 600mila euro. Il conto dei periti: «Solo così sarà sicuro»

I tecnici indicano 17 interventi da far eseguire al Comune per mettere a norma Curva est e Gradinata nord

FERRARA. È un conto salato, salatissimo che arriva dopo un anno e mezzo di inchiesta, e dovrebbe pagarlo il Comune di Ferrara proprietario del bene e tutti noi cittadini: perché per mettere a norma criticità e non conformità riscontrate nell’inchiesta sullo stadio Paolo Mazza che portarono procura e guardia di finanza a sequestrarlo e poi dissequestrarlo, serviranno 600mila euro, tondi tondi, secondo i calcoli dei due periti della procura, gli ingegneri Carlo Pellegrino e Mario Organte. Un conto che ha subito accesso le reazioni di tecnici e legali dei 14 indagati (le imprese che realizzarono l’ampliamento dello stadio con le nuove strutture per la curva est e la gradinata nord) e che dopo il deposito della perizia e la lettura delle 55 pagine di conclusioni tecniche e le altrettante degli allegati con l’analisi dei costi degli interventi per la messa a norma, criticano aspramente le conclusioni dei due tecnici della procura.

Non conformità confermate


Tuttavia, i due periti confermano in toto le conclusioni della prima perizia (gennaio scorso) «per tutte le non conformità» e ciò «in relazione al progetto strutturale, alla direzione dei lavori e al collaudo statico». Poi spiegano che in questo supplemento di perizia, ora all’attenzione di tutte le parti, «si sono sommariamente descritti alcuni interventi al fine di portare ai livelli di sicurezza previsti dalle normative di riferimento e alle prestazioni previste dal progetto, nei casi in cui esse siano diminuite o compromesse da non conformità esecutive». Si tratta di errori di progettazione, poi di costruzione e quindi di assemblaggio delle strutture che sono sintetizzate in 17 punti: 10 interventi sulla gradinata nord dai rinforzi delle capriate delle coperture al ripristino del contatto tra flange di giunzione e altri 7 sulla curva est, dai bulloni alle piastre di collegamento fino ai rinforzi dei tiranti del tetto. Il costo per eseguire questi interventi è di 600mila euro, poiché occorrerà intervenire in modo drastico. Un esempio: in un caso i piloni di sostegno hanno sulla sommità flange non simmetriche, invece di essere posizionate a “T”, sono saldate a “L”, con uno sbalzo eccentrico. Per riportare tutto alla normalità, ovvio, si dovrà smontare la parte superiore.

TRaduzione tecnica

Un esempio, sui tanti errori da sanare secondo i periti della procura. Ma tesi e conteggi sono contestati da avvocati e tecnici degli indagati che nei prossimi giorni valuteranno come replicare alla procura. Soprattutto sul conto di 600mila euro, ben distante dagli interventi che il Comune fece eseguire dopo il dissequestro per la presunta messa norma, con una spesa di appena 6/7 mila euro. E ora la procura dovrà tradurre tutto questo in reati penali o indicare che si tratta di danni materiali, sanabili con richiesta danni tra le parti. –

Daniele Predieri

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