Ferrara, prevenire l’influenza con 96mila vaccini: «C’è rischio doppio con la pandemia»

Ampliata la platea per l’iniezione gratuita: da 60 anni in su. Si punta ad aumentare l’utenza di altri 25mila soggetti  

FERRARA. Lunedì gli ambulatori dei medici di famiglia delle Case della Salute inizieranno ad accogliere i primi assistiti prenotati per la vaccinazione antinfluenzale. E nell’anno della pandemia saranno diverse le novità rispetto alle stagioni precedenti.

La prima è che la campagna partirà con circa un mese di anticipo. «Rispetto al passato - ha spiegato ieri il direttore generale dell’Asl, Monica Calamai - la “finestra” utile per proteggersi contro i virus dell’influenza stagionale passa da due a tre mesi, consentendo anche di affrontare le nuove modalità di accoglienza degli utenti (distanziamento, dilatazione dei tempi)».


In questo modo forse sarà anche possibile aumentare il numero dei vaccinati, un obiettivo perseguito dall’Asl e raccomandato dai virologi per aprire la strada alla «diagnosi differenziale», cioè la possibilità di individuare con maggiore certezza e tempestività un’eventuale infezione da Covid in chi dovrebbe già essere protetto contro il virus influenzale.

La seconda novità è che quest’anno la gratuità dell’iniezione viene estesa anche a chi ha da 60 anni in su, mentre in passato questo limite era fissato a 65 anni. Al di fuori di questo range «la priorità», ha precisato il direttore del Dipartimento di Sanità pubblica, Giuseppe Cosenza, viene data alle categorie a rischio: pazienti con malattie croniche, ricoverati, lungodegenti, familiari a contatto con persone a rischio, donne in gravidanza, personale addetto a servizi pubblici di primario interesse collettivo. In una fase successiva (tra novembre e dicembre) la platea sarà ampliata. Negli ambulatori della medicina di base sono state distribuite 81.500 dosi, ma la disponibilità di magazzino dell’Asl è di 96.300 (potenziata rispetto al passato) e potrebbe essere ulteriormente aumentata.

INNALZARE LE ADESIONI

Quest’anno l’obiettivo è raggiungere il 75% dell a popolazione potenziale (25mila utenti in più rispetto al passato, ha detto il direttore di distretto, Annamaria Ferraresi); nella scorsa stagione era stato vaccinato il 57,1% degli aventi diritto, in linea con la media regionale. Tra le categorie in passato poco propense ad accettare la vaccinazione c’è quella degli operatori sanitari: nella stagione 2020-2021 si spera di innalzare notevolmente le adesioni tra chi per professione assiste i pazienti. L’incremento di attività atteso, oltre alle modalità operative imposte da Covid-19, porterà ad una moltiplicazione degli spazi e ad un rafforzamento del servizio nelle Case della Salute e altri spazi reperiti dai distretti.

Il direttore della Sanità pubblica ha sottolineato che nelle ultime settimane è cresciuto il numero dei ricoverati e che «Ferrara è tra le poche province che ha già distribuito i vaccini ai medici di base». Francesco Levato, medico di base (sindacato Fimmg), ha rilevato che «per fortuna negli ultimi mesi i “pionieri no vax” non hanno fatto altre dichiarazioni contro i vaccini». Per accogliere l’utenza saranno in campo le Medicine di gruppo ma anche «i medici in rete» che quest’anno prenderanno in carico per la vaccinazione anche gli assistiti di altri colleghi.

«Forse questo modello, sull’esempio di esperienze già in corso come gli Ambulatori di Nucleo, potrà essere replicato anche altrove», ha preannunciato Levato. Nelle residenze per anziani sarà consigliata la vaccinazione ai familiari dei pazienti anziani o più fragili. «Stiamo cercando di evitare che il rischio-Covid possa sommarsi negli stessi pazienti a quello dell’influenza stagionale», ha aggiunto Calamai.

«Arrivare a vaccinare tutti i pazienti delle Cra - ha spiegato Franco Romagnoni (Direzione attività socio sanitarie) - sarebbe un traguardo importante». Tra i bambini non è previsto il vaccino gratuito per tutti, ma solo per chi soffre, anche in tenera età, di malattie croniche (in provincia sono 960). «Oggi si sta sviluppando una sensibilità maggiore rispetto al passato per le “famiglie fragili”, nelle quali i bambini vivono a stretto contatto con persone anziane con patologie importanti», ha affermato Aldo Vinattieri, segretario delle Federazione provinciale pediatri di libera scelta. Marika Colombi, della Direzione infermieristica, ha ribadito l’importanza della vacinazione per il personale sanitario, che lavora a diretto contatto con i pazienti. —

Gi.Ca.

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