A Cento studenti del Cevolani in sciopero: orari pesanti

Il liceo Cevolani di Cento (foto archivio)

Le misure anti-assembramenti trascinano le uscite alle 14: "Troppo tardi per chi abita anche fuori provincia"

CENTO. Gli orari modificati per l’emergenza non piacciono agli studenti, così oggi il Liceo “Giuseppe Cevolani” di Cento non vedrà la presenza degli studenti, i quali hanno deciso di fare sciopero. Il problema è legato alle uscite, che dalla seconda settimana dalla ripartenza delle lezioni vede per tre giorni a settimana gli allievi (specie del triennio 3ª-5ª)uscire alle 14. «Questo comporta difficoltà per quelli che abitano fuori Cento, qualcuno arriva addirittura da Sant’Agata e dovendo cambiare due pullman si ritrova a tornare a casa ben oltre le 15, troppo tardi», spiegano i rappresentanti d’istituto del liceo.

Per questo motivo gli studenti hanno indetto sciopero per oggi, «per fare sentire la nostra voce in quanto, nonostante le ripetute sollecitazioni effettuate da parte nostra nei confronti della segreteria e delle dirigente scolastica, non siamo stati minimamente ascoltati».


In realtà, un contatto c’è stato: «Dopo le prime mail inviate dalle singole classi e da noi rappresentanti, son arrivate rassicurazioni ma gli orari non sono cambiate. Mercoledì scorso finalmente abbiamo incontrato la preside (Cristina Pedarzini; ndr), ci ha spiegato che da lunedì sarebbero stati ridotti i giorni con uscita alle 14. Ma in realtà gli orari non sono stati modificati e così s’è deciso lo sciopero».

L’emergenza

Fino all’anno scorso l’orario di uscita era generalmente alle 13, a volte alle 12, di rado alle 14. «Quest’anno per il problema degli assembramenti c’è stata questa novità - continuano i rappresentanti degli studenti -, oltre al fatto che molti professori fanno due ore di fila per ridurre gli spostamenti e così ci troviamo con giornate pesanti e per chi abita fuori Cento il disagio del ritorno a casa molto più tardi del solito. L’unione di due ore dello stesso professore diventano particolarmente negative per l’apprendimento quando inserite in giorni da sei ore. Teniamo a sottolineare che diversi insegnanti stessi si sono dimostrati comprensivi nei confronti dei nostri deficit di attenzione, ritenendo anch’essi penalizzante tale scelta di orario. Perciò proponiamo una riforma di quanto deciso nella nostra scuola, affinché si possa raggiungere una soluzione efficiente per noi, per gli insegnanti e gli organi amministrativi, senza cercare in alcun modo, tuttavia, di infrangere le regole, doverose, che la pandemia da Covid-19 ci impone». —

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