Copparo, Cinzia fu «picchiata brutalmente». Scende il gelo in aula durante il processo Fusi

Udienza lunedì mattina a Ferrara. Le parole del medico legale aprono un nuovo scenario sull’omicidio della 34enne. Il legale: «Cervellati mente»

COPPARO. Cinzia Fusi non aveva solo il cranio rotto, ma anche tutti e due gli zigomi: un nuovo scenario si è aperto ieri mattina in tribunale a Ferrara durante il processo che ha visto seduto in aula anche il suo assassino, Saverio Cervellati, 53 anni. Il presidente della Corte d’assise Piera Tassoni ha ascoltato il medico legale, il perito informatico e alcuni amici della Fusi con un’udienza durata circa sei ore.

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LE NOVITA'

«Le parole del medico legale hanno aperto un nuovo scenario – spiega l’avvocato della famiglia Fusi, Denis Lovison –. Dall’autopsia è emerso che la donna aveva entrambi gli zigomi rotti ma il setto nasale intatto. È ovvio dunque che non può essere caduta, come aveva detto il Cervellati all’inizio e le fratture sono invece compatibili con pugni o un oggetto contundente. Insomma, è stata anche colpita in pieno viso...un omicidio brutale e a mio parere anche freddo e studiato».

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I TELEFONI

Sotto analisi per mesi anche i telefoni cellulari e i computer. “Il perito ha analizzato schede, messaggi e posta elettronica. La mattina del delitto qualcuno è entrato nel profilo Facebook della Fusi alle 5.30 e dopo l’omicidio sempre qualcuno ha cancellato frasi e post. Non solo, sono state cancellate anche decine di mail da ogni dispositivo mentre il tecnico informatico ha spiegato che Cervellati aveva un telefono di vecchia generazione ed ha posticipato l’invio dei messaggi la mattina della morte della donna». In aula anche un amico della 34enne. I due si sentivano e mandavano messaggi «come amici, niente di particolare. Eppure quell’uomo si è trovato la macchina bruciata. Cervellati è sempre stato a mio avviso una persona pericolosa». —

An. Bo.

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