Ferrara, nessuna truffa all’Asl sulle protesi dentarie. La procura archivia i reati per la Odontart

La società accusata di produrre in Tunisia quelle per i pazienti ferraresi. L’azienda ha però dimostrato correttezza e rispetto dei bandi di gara 

FERRARA. La procura aveva chiuso l’indagine depositando gli atti d’accusa per truffa contro la società Odontart di Roma per forniture all’Asl Ferrara di protesi dentarie tra il 2013 e il 2017. Ma dopo gli atti di difesa dei 4 indagati, in primis Angelo Mariani, legale rappresentante e proprietario della società, la stessa procura ha rivisto le accuse, le ha ritenute non dimostrabili né sostenibili in un processo e ha chiesto l’archiviazione, accolto poi dal gip Silvia Marini pochi mesi fa.

Si è chiusa così l’inchiesta che la procura cittadina, pm Ciro Alberto Savino, aveva coordinato e poi istruito, lo scorso anno, ravvisando ipotesi per truffa e frode in fornitura pubblica. Nella propria richiesta di archiviazione la procura stessa spiega che tutto nasceva dal fatto che la Odontart aveva vinto la gara indetta dall’Asl Ferrara per l’aggiudicazione di forniture di protesi per il triennio 2014/2017 ai pazienti ferraresi.


I DUBBI DEL NAS

Il rilievo dell’indagine era stato mosso sul fatto che secondo le indagini dei carabinieri del Nas di Padova non sarebbe stata rispettata la clausola del bando, che imponeva di far eseguire tutte le fasi di lavorazione delle protesi in un ambito della Unione europea. Invece secondo il Nas, era emerso uno strano via vai di operatori di Odontart verso la Tunisia, dove l’azienda romana ha una filiale di produzione. E non a caso tra le due sedi, erano stati riscontrati contatti quotidiani e altri riscontri che avevano portato la procura ad accusare la Odontart di non avere rispettato le condizioni fondamentali per la fornitura di protesi, ossia averle prodotte in Tunisia. Angelo Mariani, proprietario dell’azienda, nell’interrogatorio che aveva seguito le accuse della procura aveva ribadito che documenti alla mano non era possibile che le lavorazioni delle protesi ferraresi fossero state eseguite in Tunisia, dimostrando che i tempi di consegna concordati con l’Asl non avrebbero permesso di effettuare le lavorazioni in Tunisia: inoltre, sempre Mariani ha sostenuto che il laboratorio tunisino Odontart si limitava al rilascio di certificazioni di legge e dichiarazioni di conformità.

CALCOLI CORRETTI

Altra contestazione, quella dei materiali con cui venivano confezionate le protesi: Mariani poi, sulla contestazione mossa dai dati delle fatture che la materia prima delle protesi ferraresi fosse sufficiente a produrre solo metà degli scheletrati, ha spiegato che i conteggi dell’accusa non erano corretti: lo scheletrato era da ritenersi diviso in due parti (arcata sopra e sotto) e quindi i calcoli di Odontart erano corretti. E comunque dai risultati dell’indagine e dalle spiegazioni di Odontart, la procura ha ribadito che «in ogni caso non può dimostrarsi che il lavoro sia stato eseguito in Tunisia». Da qui l’archiviazione del giudice. —

D.P.

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