Assolto agente di custodia Era accusato di aver preso bottiglie d’olio in carcere

Caduto il peculato per un valore di 60 euro  

IL CASO

Era accusato di peculato, e rischiava oltre 4 anni perché secondo la procura cittadina, che ne aveva chiesto il processo, aveva rubato all’interno del carcere cittadino 24 bottiglie di olio, valore di 60 euro. Lui, Fabio Longo, 58 anni, assistente capo di polizia penitenziaria, addetto alla “ruota pranzi” nel settembre 2017 – oggi in pensione – alla fine è stato assolto: con la formula piena perché il fatto non sussiste. Ad assolverlo a conclusione del processo in corso da tre anni (tra indagini e udienze) è stato ieri il tribunale (Tassoni, Migliorelli e Caucci), mentre la procura aveva chiesto per lui partendo dalla pena base di 4 anni, con riduzione di attenuanti e di tenuità del fatto (24 bottiglie di olio, ribadiamo, 60 euro valore), una pena di un anno e 8 mesi. Richiesta azzerata dai giudici come aveva chiesto il difensore, Denis Lovison. Una sentenza accolta ovviamente con molta soddisfazione all’interno del carcere da cui molti agenti hanno ribadito che «questa decisione dei giudici ridà dignità al nostro collega», come ha riferito lo stesso legale di Longo, a nome di tanti agenti che ha che la «Polizia penitenziaria è composta da gente onesta e ligia al dovere». Longo era stato accusato perché, proprio nel suo ruolo aveva la disponibilità di generi alimentari destinati ai detenuti, che vengono consegnati alla ruota pranzi del carcere: in questo caso nell’ambito del progetto “Brutti ma buoni” (alimenti riciclati con una filiera di recupero) gestito dall’Associazione K, era stato accusato di essersi appropriato di 24 bottiglie di olio marca Costa d’oro di circa 60 euro di valore, come recitava il capo di imputazione. Ora annullato dopo la sentenza di assoluzione piena. –


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