Interrogatori a turni «Ma dovete proprio mettere le manette?»

Edoardo Caselli e Alessando Barca hanno risposto, chiesta la scarcerazione 

faccia a faccia

«Ma dovete proprio mettermi le manette? » , dicono gli arrestati quando scendono dal cellulare che li traduce dal carcere in tribunale. Le regole valgono per tutti i detenuti in trasferimento, nessuna “giustizia spettacolo”, come eccepirebbe qualcuno. Edoardo Caselli piange, da giorni si dispera con il suo avvocato Ciriaco Minichiello che dopo l’interrogatorio di Caselli, durato oltre un’ora, spiega: «È assolutamente innoceInte, respingiamo la contestazione dei 4 falsi perché si tratta di fatti per cui vi era un avallo della direzione della Motorizzazione». Il legale allude al fatto che Caselli andava, alla Rivana, ad esempio, a fare ispezioni e revisioni delle case mobili dei giostrai: le persone vi vivono dentro, la prassi era recarsi sul luogo dove si trovano. E le corruzioni contestate a Caselli, una decina? «Non posso entrare nel merito, almeno in questo momento, posso dire che ha dato tutte le spiegazioni e la sua posizione è alleggerita», per cui ora il legale ha chiesto scarcerazione o domiciliari, e da quanto si apprende, in futuro valuterà la strategia processuale. Altro interrogatorio, primo pomeriggio, per Alessandro Barca, titolare agenzia pratiche, il “collettore” delle tangenti per l’accusa, finito in carcere su ordine del gip Giacomelli che lo ha interrogato. A fine udienza il difensore Alessandro Valenti di Bologna, in modo telegrafico ha fatto il punto: «Barca ha risposto alle domande del giudice e chiarito diversi elementi contenuti nella ordinanza di custodia, ne ho chiesto scarcerazione o domiciliari». Deciderà il giudice, anche sulle spiegazioni date da Barca: il rapporto che aveva con i tecnici della Motorizzazione serviva a velocizzare prenotazioni e lo svolgimento delle revisioni. –


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