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Mazzette alla motorizzazione. L’imprenditore dei trasporti: «Così anticipavo la revisione»

L'imprenditore Alberto Costa insieme al suo difensore, l'avvocato Monica Malagutti

Ferrara. L’interrogatorio di garanzia di Alberto Costa: pagavo il servizio all’agenzia di Barca Il titolare della ditta di camion usati: ma sui miei mezzi l’accertamento era vero 

FERRARA. Il ritornello del “sole” (personale più disponibile a chiudere un occhio) e della “nebbia” (meglio invece rinviare l’accertamento) lo conosceva anche lui. Alberto Costa, titolare a Rovigo di un’azienda che rimette in sesto camion usati per rivenderli sul mercato, è uno dei quattro imprenditori del settore trasporti agli arresti domiciliari dopo gli sviluppi dell’inchiesta sulle mazzette alla Motorizzazione.

Ieri (16 ottobre) è stato convocato in tribunale per l’interrogatorio di garanzia e ha ammesso di essere a conoscenza che a Ferrara, pagando, si potesse accedere a un sistema di “facilitazione” e “taroccamento” delle revisioni dei mezzi. «Io però - ha detto al gip Vartan Giacomelli - pagavo un’agenzia per poter anticipare l’accertamento non per evitare l’esame». Costa, difeso dall’avvocato Monica Malagutti, del foro di Rovigo, è stato l’unico dei quattro imprenditori convocati a presentarsi davanti al giudice. Giordano Monducci, difeso dall’avvocato Anna Collubriale, del foro di Bologna, e Sergio Cagnoni, rappresentato dall’avvocato Sandro Felisati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.



Marco Gallerani, difeso dall’avvocato Bernardo Pancaldi (ieri rappresentato dal collega Giampaolo Remondi), ha accusato problemi respiratori giovedì ed è stato ricoverato in ospedale. La prognosi è di una decina di giorni, il prossimo interrogatorio - in assenza di altri impedimenti - potrebbe svolgersi fra un paio di settimane. Costa è stato sentito dal gip e dal pm, Andrea Maggioni, per un’oretta.

Per accorciare i tempi e poter rivendere i camion l’imprenditore doveva prima far valutare l’allestimento e il collaudo a Padova, mentre la revisione alla Motorizzazione la programmava a Ferrara («a Rovigo il servizio non c’è più», ha detto uscendo dall’aula).

I controlli con la mancia

Il meccanismo (a Costa sono stati contestati 15 episodi fra la fine del 2018 e il maggio 2019) prevedeva il pagamento di un corrispettivo (200 euro) all’agenzia di autopratiche “All Service”, di Alessandro Barca, oggi in carcere assieme a due funzionari della Motorizzazione, Cesare Franchi ed Edoardo Caselli. Pagando una “mancia”, quindi, a Ferrara si poteva sapere se in turno, per la revisione, c’era un “amico”. «Ma i miei camion qualche volta ho dovuto anche modificarli secondo le richieste dalla Motorizzazione. Quei controlli per me erano veri, non finti», ha dichiarato Costa. Ieri ha chiesto l’alleggerimento della misura cautelare con l’ok del pm (il gip si è riservato). Quando, nel 2019, si sparse la voce che su quegli scambi di danaro c’era un’inchiesta la frequenza delle dazioni si diradò. —

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