Legge Zan, rettore contrario. A Ferrara insorgono le associazioni Lgbt

Zauli ha firmato l’appello contro la norma che condanna le discriminazioni. La sua replica: «Sono un liberale, la mia cultura è rispettare le opinioni di tutti»

FERRARA. Il fatto che il nome di Giorgio Zauli sia comparso fra i firmatari di un appello contro il disegno di Legge Zan pubblicato sul quotidiano online l’Occidentale sta suscitando «un certo sgomento» in tante associazioni, Arcigay e Agedo Ferrara fra le altre, rappresentanti della sinistra ferrarese, gruppi consiliari di minoranza (Pd e M5s) e anche, per la maggioranza, in Paola Peruffo, presidente della commissione pari opportunità.

Sgomento perché a firmare «una lettera contenente affermazioni non veritiere» (« i firmatari affermano che l’approvazione di questa legge «limita la libertà di espressione») sono «i rappresentanti di ciò che dovrebbe essere il tempio del Sapere e della Conoscenza, ovvero l’Università».


E fra questi, appunto, Zauli, «Rettore di una delle più antiche Università italiane, prima in Italia ad aver intrapreso la carriera alias, ovvero il doppio libretto per le persone transgender che consente di essere riconosciute con l’identità di genere elettiva - scrivono - Sarebbe imbarazzante se il massimo rappresentante della più importante istituzione scientifica della città (...) si scagliasse strumentalmente contro un disegno di legge che estende una legge (Mancino) che ad oggi sanziona e condanna (...) discriminazioni per motivo razziali, etnici, religiosi o nazionali, a cui semplicemente si andrebbero ad aggiungere motivi di orientamento sessuale, identità di genere e genere. Non sfuggirà di certo al Rettore che una sua eventuale presa di posizione, seppur personale, sarebbe del tutto inopportuna per il ruolo che riveste».

APPELLO E REPLICA

Nel loro appello a Zauli perché chiarisca la propria posizione, le varie associazioni, gruppi consiliari e personalità ferraresi, si chiedono anche se non si tratti di «un beffardo caso di omonimia».

Su questo punto però ha fugato ogni dubbio Unife, da cui è arrivato anche il conciso commento alla situazione del professor Zauli: «La mia cultura liberale mi impone di rispettare l’opinione di tutti». Ma ancora ieri pomeriggio, al flash mob organizzato in piazza Cattedrale a sostegno del disegno di legge Zan, si è tornati a chiedere chiarezza al Rettore firmatario, come spiega Manuela Macario (Arcigay), «di un testo escludente che non rappresenta tante persone che studiano e lavorano all’università di Ferrara». «Il 62% delle persone Lgbt evita di prendere per mano la persona amata perché ha paura» si leggeva intanto ieri su uno dei cartelli sollevati dai manifestanti; «l’8% delle persone Lgbt – aggiungeva Macario – ha subito episodi di aggressione fisica negli ultimi 5 anni e solo una su sei ha denunciato questi episodi»; «il 23% delle persone Lgbt è discriminato sul lavoro»; «il 32% delle persone Lgbt dichiara di aver subito almeno un episodio di molestia nell’ultimo anno». —




 

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