Rubavano ruspe, escavatori e trattori. I vertici della banda finiti in trappola

Tre arresti per 25 furti all’interno di cantieri e aziende agricole. Rubati anche tre fucili da caccia e una carabina

FERRARA. Durante le loro scorribande, soprattutto notturne, non andavano certo per il sottile. Nel loro criminale “palmares” non si facevano mancare quasi nulla. Trattori, escavatori, ruspe, altre macchine movimento terra, arnesi utilizzati in agricoltura, e questa è soltanto una parte della refurtiva il cui valore complessivo ammonta a oltre 200mila euro. I carabinieri di Ferrara, dopo una indagine lunga e difficile, hanno sgominato il vertice della banda. In cella sono così finiti 3 cittadini originari della Romania che venerdì scorso, appena dopo la cattura, sono stati trasferiti nel carcere ferrarese dell’Arginone. Per tutti e tre l’accusa è furto aggravato in concorso. Si tratta di: Nicolae Moraru, 39 anni, domiciliato a Ferrara, operaio con numerosi precedenti; Gheorghe Preda, 30 anni, residente a Ferrara, bracciante; e di Costica Cercel, 53 anni, residente a Ferrara, anch’egli bracciante.

La maggior parte dei furti, in tutto 25, è stata commessa nel Ferrarese, ma le scorribande non hanno risparmiato nemmeno le province di Ravenna, Bologna, Rovigo e Modena. Tutti i furti, come hanno ricostruito i carabinieri si Ferrara, sono stati commessi tra il 2018 e il 2019. Come ricostruito dagli investigatori, i tre hanno agito insieme derubando abitazioni, uffici, aziende agricole e cantieri. Nei diversi colpi hanno portato via anche trattori, mini-escavatori, falciatrici, martelli pneumatici, frese, smerigliatrici e altri utensili, ma anche computer, sette canne da pesca, del valore di circa settemila euro, tre fucili da caccia e una carabina ad aria compressa.


L’indagine è stata coordinata prima dalla Procura di Ferrara poi da quella di Ravenna. La banda agiva utilizzando alcuni furgoni che venivano ciclicamente sostituiti e sui quali venivano caricati i “pezzi” rubati. Parti e pezzi di macchinari che in breve tempo raggiungevano la Romania dove veniva venduti. Effettuato lo smercio, i tre romeni rientravano in Italia e potevano così progettare altri colpi. Oltre a Ferrara, i carabinieri hanno verificato furti della stessa banda avvenuti anche ad Argenta, Poggio Renatico, Scortichino, Voghiera e Bondeno, solo per citare i colpi più consistenti.

L’operazione, illustrata ieri mattina al comando provinciale dei carabinieri di Ferrara dal colonnello Mauro Maronese, ha visto mettere in campo anche diverse intercettazioni, pedinamenti, servizi di osservazione, per capire al meglio quando poter intervenire. Un lavoro minuzioso, quello dei carabinieri di Ferrara, che alla fine ha dato frutti importanti in termini operativi. L’episodio considerato più grave dagli inquirenti, e che ha determinato poi la titolarità della indagine alla Procura di Ravenna, risale alla notte tra il 5 e 6 novembre 2018 quando i tre, probabilmente aiutati da alcuni complici sui quali sono in corso altre indagini, hanno rubato i fucili da caccia, la carabina ad aria compressa e 100 cartucce calibro 12. Talmente determinati, questi criminali, che in occasione di un incidente stradale che ha visto coinvolto uno dei loro furgoni, hanno evitato accuratamente di portare il mezzo in una officina, riparandolo da soli con pezzi di più che dubbia provenienza. I lunghi periodi trascorsi nel Paese di origine, la Romania appunto, servivano per togliersi di mezzo per un po’, per poi fare ritorno in Italia, ma soprattutto erano viaggi necessari a “piazzare” la merce rubata, per vendere insomma ruspe e trattori. «È stata una operazione di grande importanza – ha aggiunto il colonnello Maronese – e dobbiamo ringraziare per la bravura i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile». L’indagine, per la caratteristiche che ha assunto e per le possibili ramificazioni, non è chiusa e sviluppi potrebbero emergere nelle prossime ore. —