Coronavirus, Lodi: «Coprifuoco? Basta esportare "Movida Sicura"»

Per il vicesindaco di Ferrara il modello garantisce locali e cittadini

FERRARA. Con l'entrata in vigore del nuovo dpcm «che scarica sui sindaci la responsabilità di gestire le zone della città a rischio assembramento e di istituire coprifuoco mirati», il vicesindaco di Ferrara, Nicola Lodi, lancia l'idea di esportare «anche nelle province vicine il progetto "Movida Sicura"». Questo perché, afferma il vice di Alan Fabbri, «si tratta di un modello di gestione che garantisce alle attività di poter lavorare e ai cittadini la massima sicurezza sanitaria, e che ci ha permesso di farcela la scorsa estate e ci consentirà di superare anche questi momenti difficili». Nei prossimi giorni, aggiunge Lodi, «valuteremo le nuove modalità di applicazione e la possibilità di ampliare le sedute per le attività della zona o concederle a chi non le ha», ma in ogni caso «grazie a questo progetto
Ferrara ha pronta una risposta efficace per evitare assembramenti e conseguenti coprifuoco e per permettere alle attività di lavorare e ai cittadini di frequentare le zone della vita serale in piena sicurezza». Il modello, insiste il vicesindaco, «è adattabile alle diverse situazioni, e nei prossimi giorni studieremo con gli organizzatori e gli esercizi commerciali la migliore applicazione alla luce del dpcm, modificando gli orari di presenza degli operatori e tarando gli ingressi in base ai numeri delle sedute, come già abbiamo fatto lo scorso weekend».

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