Chiude il medico di base «Sarà un grave disagio in tre frazioni cittadine»

Colaiacovo dichiara disservizi a Porporana, Ravalle, Casaglia Il capogruppo Pd: oneri insostenibili, serve patto Asl-Comune

«Per problematiche indipendenti dalla mia volontà questo ambulatorio chiuderà definitivamente il 31 ottobre 2020». Il cartello, spiega il capogruppo in consiglio comunale, Francesco Colaiacovo (Pd), è comparso a Casaglia e annuncia la chiusura di un servizio (il medico di base) che rappresenta un riferimento di primaria importanza per i residenti di tre frazioni: Ravalle, Porporana e Casaglia. Il motivo, anticipa Colaiacovo, sarebbero gli oneri a carico del concessionario dei locali, insostenibili se l’’utenza è limitata.

In questi giorni il consigliere ha preso contatto con i residenti e anche ieri ha raccolto informazioni sulla situazione di disagio legata alla difficoltà di mantenere il servizio del medico di famiglia in questo settore della periferia della città. «Presenterò una mozione in Consiglio comunale - ha dichiarato ieri Colaiacovo - perché l’assenza dell’ambulatorio medico in queste piccole frazioni, dove risiedono poche centinaia di persone, indica che in alcune porzioni del territorio si potrebbe concretizzare un rischio che la stessa pandemia in corso ci sta consigliando di evitare: l’indebolimento della rete dei presìdi sanitari di base».


il precedente

Il capogruppo ricorda che «spesso nelle frazioni vive una popolazione molto anziana, che utilizza con assiduità il servizio sanitario e deve essere seguita con continuità. Persone che hanno problemi di mobilità e rischiano di vedere aggravate le loro condizioni di salute per la mancanza di un ambulatorio vicino, facilmente raggiungibile».

Il corollario del ragionamento è la richiesta di «un intervento integrato da parte di Asl e Comune (proprietario degli stabili di Porporana e Ravalle) che implichi un’assunzione di responsabilità condivisa per garantire al medico che opera in un’area poco popolata di poter sostenere anche gli oneri di quell’attività, che ha una grande importanza per la collettività».

Meno di un anno fa, un cartello simile era comparso nell’ambulatorio di Ravalle, annunciandone la chiusura per il 30 novembre 2019. Il Comune intervenne e l’emergenza fu superata. A quanto pare solo per qualche mese.

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