Ferrara, ingresso a scuola alle 9. L'idea non convince i presidi: più dannoso che utile

I dirigenti stanno valutando in autonomia, evitando stravolgimenti: «Meglio orari invariati, serve invece garantire più corse agli studenti»

FERRARA. Partono dal presupposto che la scuola sia in questo momento il luogo più sicuro rispetto a possibili contagi e che la maggiore criticità derivi piuttosto da un vuoto imputabile al settore dei trasporti; se il nuovo Dpcm, per contrastare la diffusione del contagio, prevede quindi che l’ingresso alle scuole secondarie di secondo grado non avvenga prima delle 9, ci dovrà essere garanzia di più pullman e corriere altrimenti, è la considerazione di alcuni presidi ferraresi, l’efficacia di un simile provvedimento potrebbe essere vanificata.

I DIRIGENTI SCOLASTICI


«Io avrei in animo di adeguarmi e spostare in avanti l’orario per esporre il meno possibile gli studenti al sovraffollamento dei mezzi di trasporto – dice la dirigente scolastica del Bachelet, Emilia Dimitri – Mentre qui a scuola i ragazzi trovano infatti un ambiente tutto sommato protetto che garantisce loro distanziamento e percorsi di entrata e uscita diversificati, sui mezzi lamentano invece questa ressa continua. La mia utenza peraltro fa largo uso dei mezzi di trasporto anche a lunga percorrenza, in tanti vengono da fuori, prendono più mezzi di trasporto e per loro l’esposizione è davvero notevole. Io valuterei quindi l’entrata alle 9 ma il problema grosso che noi abbiamo è che se poi gli studenti non trovano i mezzi per poter essere qui alle 9, cui prodest? A quel punto – aggiunge Dimitri – li esporrei ancora di più perché sarebbero costretti a prendere i mezzi all’orario consueto e poi a stare un’ora fuori dalla scuola, non servirebbe assolutamente a niente. Andrei a regime, ma solo se avessi garanzie: non sarebbe impresa di poco conto, infatti, smantellare completamente un orario a cui i miei collaboratori hanno lavorato per mesi, anche per consentire i vari incastri (l’utilizzo condiviso delle palestre, tipo, con il Roiti e il Vergani)».

Nei prossimi giorni la preside prevede di avviare «un’indagine sulla provenienza dei nostri studenti, capire quanti prendono i mezzi, e poi agire in maniera più mirata sui gruppi classe». E che “usufruire delle 9” potrebbe essere ininfluente per limitare i contagi lo sospetta anche la preside del Carducci, Lia Bazzanini. Che piuttosto propone di aumentare la frequenza delle corse dei mezzi di trasporto, lasciando invariato l’orario di ingresso e senza slittare le ore scolastiche nel pomeriggio che potrebbero poi sovrapporsi ad attività pomeridiane extrascolastiche in cui spesso i ragazzi sono impegnati.

«Per prendere decisioni di questo tipo – concorda anche il dirigente scolastico del Vergani, Massimiliano Urbinati – bisogna capire la vera efficacia: se spostiamo l’inizio delle lezioni alle 9, ci sono poi le corse di pullman e treni per far arrivare i ragazzi in tempo ed evitare di farli girare per un’ora per la città creando assembramenti? Sono valutazioni da fare con molta attenzione». Per il momento comunque il preside cerca “di cogliere il senso del dpcm” allontanando l’urgenza del dover necessariamente prendere una decisione immediata sull’orario di ingressi a scuola: «prendo tale e quale il testo del provvedimento – dice Urbinati – che al punto 6 illustra le nuove disposizioni per le scuole secondarie di secondo grado da adottare’«previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali».

Questa è la frase clou, chiaramente noi facciamo quello che ci viene detto nel contesto di emergenza ma bisogna che ci siano, almeno da quello che leggo nel testo, situazioni critiche comunicate al Ministero dalle autorità regionali, locali o sanitarie. In questa fase la decisione non deve dipendere da me, quindi attendo comunicazioni dall’ufficio scolastico regionale, per esempio, e mi rifaccio a quanto scritto dalla ministra Azzolina «prima di prendere decisioni aspettate delle nostre note’». Così il preside ha anche scritto in una circolare inviata a famiglie e alunni che, già ieri mattina, «ci chiedevano come comportarsi»; nessuna novità per il momento dunque negli orari di ingresso. Fermo restando anche che è salvaguardato l’autonomia di ogni singolo istituto. –

Giovanna Corrieri

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