Motorizzazione Ferrara, i due funzionari arrestati ora rischiano il licenziamento

La procura ha trasmesso gli atti alla sede centrale di Roma. Al momento Franchi e Caselli  sospesi. A indagine chiusa  l’allontanamento dal lavoro  

FERRARA. L’inchiesta penale è deflagrata con gli arresti della settimana scorsa, e parallelamente è stata attivata la procedura disciplinare alla Motorizzazione che al momento deve decidere su sospensione e licenziamento dei due funzionari, i dipendenti arrestati, Cesare Franchi ed Edoardo Caselli. Del resto è stata la stessa procura ad inviare gli atti che li riguardano direttamente a Roma, alla direzione centrale Motorizzazione, che dovrà valutare il provvedimento da adottare.

La sospensione è automatica mentre il rischio è quello del licenziamento: due gli orientamenti giuridici imposti dalla legge Madia. Si tratta della norma sul pubblico impiego, attivata spesso nei confronti dei vari “furbetti” che rubano o truffano le amministrazioni presso cui lavorano o perchè coinvolti in indagini penali. Inutile sottolineare che i due funzionari rischiano il licenziamento: potrebbe anche essre adottato adesso, di imperio, dall’amministrazione. Sulla base dell’ordinanza di custodia cautelare, atto importante che già dà una valutazione del reato (reati). Oppure attendere il primo atto giudiziario utile, ossia la richiesta di rinvio a giudizio che deciderà la procura.

Quando lo farà? Quando Franchi finirà di vuotare il sacco, collaborare con la procura, raccontando i suoi 4 anni di mazzette. A conclusione di questi interrogatori in corso quasi quotidianamente, il pm Andrea Maggioni farà le proprie valutazioni e inizierà poi il giro di verifiche sugli altri arrestati e indagati. Tra questi Edoardo Caselli, che come Franchi (pur in numero più ridotto, 15 cpai di accusa) è accusato di aver intascato mazzette e aver fatto falsi nelle revisioni. Ma se Franchi è ai domiciliari, Caselli rimane al momento in carcere. Così come Alessandro Barca. E così, ora, il legale di Caselli, Ciriaco Minichiello sta scrivendo il ricorso al Riesame contro l’ordina di custodia in carcere. Ed è tranciante il legale: «Licenziamento? Al momento non se ne parla, impossibile, si sta valutando la sospensione». Dopo gli interrogatori degli arrestati, la procura valuterà se e come chiudere l’indagine subito. Dunque, i tempi per la definizione per la richiesta di licenziamento saranno brevi. —

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