Smart working “spinto”? «Manteniamo i servizi»

Tornare allo smart working generalizzato e agli sportelli chiusi per l’utenza? Per il Comune di Ferrara «non è una prospettiva per i prossimi giorni», anche perché si parte da una situazione ormai quasi normalizzata e risalire a percentuali di lavoro da casa superiori al 50% non è possibile nell’immediato. È questa la linea uscita dal vertice operativo sulle ricadute del Dpcm Conte, che si è svolto ieri mattina a Palazzo Municipale tra il direttore generale Alessandro Mazzatorta e i dirigenti comunali. «Ci vorrà un po’ di tempo per orientarci tra le indicazioni, in certi casi contraddittorie, contenute nella nuova disposizione - spiega il responsabile della macchina comunale - e le aspettative create tra i dipendenti sono altissime, tanto che siamo stati raggiunti da diverse decine di mail di addetti che chiedevano se era possibile mettersi in smart working. Non sarà così, perché non è possibile assecondare immediatamente questa accelerazione improvvisa imposta dal Governo, e comunque non abbiamo intenzione di ridurre gli orari di apertura dei servizi, che ormai sono a regime con la modalità della prenotazione e hanno dimostrato di funzionare bene».

Se ne riparlerà nei prossimi giorni, senza rivoluzioni immediate. Peraltro ad oggi solo un centinaio di dipendenti comunali, su 1.150 in organico, sono ancora in smart working, per 1-2 giorni la settimana, e nei giorni scorsi Comune e sindacati stavano impostando le linee guida per il futuro aumento del lavoro agile, sulla base però di dotazioni tecnologiche adeguate. —


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