Vaccino antinfluenzale: boom di domande

Rischio esaurimento dosi. Il timore dei medici: potremmo essere costretti a sospendere il servizio

FERRARA. È partita bene la campagna per la vaccinazione antinfluenzale, raccontano gli esperti della provincia di Ferrara, facendo registrare un’affluenza andata già oltre le aspettative, ma che ora sta per fare i conti con qualche ritardo nell’approvvigionamento delle dosi.

A poco più di una settimana dall’avvio della campagna c’è infatti chi ha già esaurito le scorte e chi è in procinto di farlo e il pericolo, se altre dosi di vaccino non arriveranno presto, è che si debba interrompere momentaneamente la somministrazione, allungando di conseguenza i tempi. E se è vero che, come avviene di solito, la vaccinazione continua anche dopo gennaio, in quest’anno tanto particolare, è il consiglio degli esperti, «essere a posto per Natale è molto meglio».


Alta adesione

Il dottor Claudio Casaroli (sindacato Fimmg) qualche vaccino lo ha ancora, «nella mia medicina di gruppo – racconta – abbiamo ancora delle scorte, ma penso che entro la fine del mese le finiremo perché l’affluenza c’è e la popolazione ferrarese sta rispondendo molto bene alla campagna antinfluenzale».

Al momento nella provincia di Ferrara sono arrivate «81mila dosi di vaccino impegnate alla medicina generale – dice Casaroli – la richiesta dell’Asl è di poter arrivare a 120mila, la cifra cioè che consentirebbe di raggiungere il 75% della popolazione potenziale. Le richieste sono comunque così elevate che può darsi ci sia anche la necessità di dover andare oltre». E così l’attesa è al milione e 200mila dosi regionali di vaccino antinfluenzale la cui distribuzione dovrebbe completarsi entro la prima settimana di novembre, è la previsione della Regione Emilia Romagna che, sui ritardi di approvvigionamento verificatisi in alcune zone, parla di «difficoltà delle ditte distributrici legate all’avvio anticipato della campagna».

«Non è quindi certo colpa dell’Asl di Ferrara o del dipartimento di Sanità Pubblica se la Regione non si è organizzata per tempo e non ha provveduto tempestivamente agli approvvigionamenti», dice Casaroli pensando anche alle segnalazioni ricevute da «tanti colleghi che sono ormai alla fine delle scorte. Speriamo non ci siano ulteriori ritardi e che si possano avere altri vaccini in tempi più rapidi di quanto annunciato dalla Regione perché interrompere adesso la campagna sarebbe un po’ problematico e allungherebbe i tempi; in un momento in cui – considera peraltro Casaroli – non possiamo vaccinare tutti in poco tempo, perché bisogna dilazionare gli accessi, garantire i distanziamenti».

Intanto la Regione sta anche definendo la distribuzione delle 36mila dosi cedute alla rete territoriale delle farmacie in modo tale che vengano coperti i punti vendita emiliano-romagnoli.

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