Dipendenti infedeli rubavano le scarpe alla Berluti per rivenderle online a metà prezzo: furto da 400mila euro

I due incastrati insieme al complice dalle indagini dei carabinieri e degli investigatori privati incaricati dalla stessa azienda di Gaibanella

FERRARA. Rubavano scarpe di lusso e pellame pregiato dalla Manifattura Berluti di Gaibanella per poi rivendere la merce online a metà prezzo su un sito appositamente allestito. Due dipendenti dell'azienda (e un complice esterno) sono stati scoperti e denunciati per un maxi furto da 400mila euro, "dilazionato" nel tempo nella speranza (vana) di non destare sospetti. E invece all'azienda non è passato inosservato lo stillicidio delle calzature di lusso, che peraltro vengono realizzate con produzione limitata e "tracciate" scrupolosamente così da poter sapere se il prodotto è stato venduto o meno.

L’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ferrara, è scattata all’alba di mercoledì 21 ottobre, con tre perquisizioni domiciliari e una presso l’azienda, che ha portato alla denuncia di due dipendenti della società e di un soggetto esterno, nonché al recupero di refurtiva per un controvalore di circa 400.000 Euro. I dirigenti della Berluti, avevano dunque notato che da un paio di anni comparivano loro prodotti, originali, in vendita su siti internet, ad una cifra pari al 50% del normale prezzo di mercato.

La prima mossa del servizio di sicurezza interno è stata quella di monitorare la produzione e di incaricare una società di investigazioni, al fine di identificare gli autori delle vendite on line e comprendere da dove provenissero i prodotti. Gli investigatori privati riuscivano a risalire ad un nickname registrato su internet, genericamente collocato nell’area geografica milanese. I manager decidevano quindi di rivolgersi ai Carabinieri, presentando una denuncia nel febbraio di quest'anno-

I militari attivavano immediatamente le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ferrara, ma, considerato il periodo di lockdown, anche le vendite del prodotto sui siti internet appariva molto rarefatta. Con la “Fase 2 covid” anche gli autori dei furti si rimettevano in piena attività, per cui gli investigatori potevano monitorare ed identificare il venditore on line, in un giovane ventottenne della provincia di Rovigo, il quale veniva sottoposto a “monitoraggio”. Dalle attività investigative svolte sul conto del giovane si poteva risalire anche ai suoi “fornitori”, che venivano identificati in un uomo cinquantatreenne anch’egli della provincia di Rovigo ed una donna quarantacinquenne, di origini straniere residente in città, entrambi dipendenti della nota firma.

Si poteva così documentare che, periodicamente i due collaboratori infedeli, sottraevano pochi capi dal ciclo produttivo finale, per portarli presso le proprie abitazioni. Successivamente contattavano il loro complice per la vendita on line dei prodotti sottratti. Il danno arrecato alla società, nel corso degli anni, è stimato in diverse centinaia di migliaia di euro. Nel corso delle perquisizioni è stata recuperata refurtiva, tra capi fini e materie prime (pelli) per un valore stimato di circa 400.00 euro, restituito ai legittimi proprietari. Terminata questa prima importante fase, il Nucleo Investigativo, coadiuvato dal servizio di sicurezza aziendale che ha già fornito un determinante contributo in questa fase, proseguirà nelle indagini, al fine di verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti. Così, nonostante le cautele adottate dai due dipendenti infedeli, l'azienda di Gaibanella ha cominciato a sospettare la presenza di ladri "interni" e ha incaricato un'agenzia di investigazioni private per i primi riscontri, poi confermati dalle successive indagini dei carabinieri di Ferrara.

 

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