Ferrara. Il Sant’Anna rinforza la Clinica Oculistica: più visite e arriveranno nuovi medici

Dopo il “caso glaucoma” sollevato dalla Nuova, l’azienda annuncia il piano per diminuire i tempi di attesa nelle prestazioni

FERRARA. Più medici e un maggior utilizzo degli ambulatori. L’oculistica dell’ospedale Sant’Anna corre ai ripari per far fronte alle sempre più numerose richieste di interventi e per contrastare i ritardi nelle programmazioni delle prestazioni. Dopo il caso segnalato proprio dalla Nuova Ferrara, con i controlli per curare ad esempio il glaucoma che slittano anche al 2022, è arrivata anche la presa di posizione dell’azienda ospedaliera che annuncia migliorie per agevolare l’utenza e intervenire anche sui lunghissimi tempi d’attesa, causati dall’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus.

L’azienda ha già previsto un potenziamento del servizio con l’acquisizione di personale medico a partire dalle prossime settimane. Questo con l’obiettivo di rendere disponibili posti per nuove prenotazioni e per richiamare i pazienti per le visite di controllo.


Il direttore di oculistica

«L’emergenza Covid-19 – ha messo in evidenza Paolo Perri, direttore della Clinica Oculistica – ancora drammaticamente in atto, ha indotto una radicale modifica dell’offerta delle prestazioni sanitarie per screening e follow up. Attraverso l’incremento del personale medico ed infermieristico previsto e grazie all’attivazione di ambulatori pomeridiani e di nuovi spazi ambulatoriali mattutini, sarà possibile conciliare le esigenze sanitarie inderogabili di protezione Covid-19 con quelle di una corretta presa in carico dei pazienti».

I ritardi per il covid

La parziale sospensione dell’attività ambulatoriale programmata a partire dall’11 marzo ha comportato, presso l’azienda ospedaliero-Universitaria di Ferrara, la mancata erogazione di circa 2.000 prestazioni di oculistica (in sofferenza in quanto il S. Anna è di fatto l’unica azienda erogatrice).

«In questo periodo - affermano dal Sant’Anna - sono state garantite le prestazioni urgenti e tutte quelle prestazioni ritenute non rimandabili per ragioni di continuità assistenziale o terapeutica il cui rinvio poteva generare un aggravamento della sintomatologia e delle condizioni del paziente. Questo – in particolare – per le terapie iniettive intravitreali per la degenerazione maculare (che sono state incrementate) e per la chirurgia d’urgenza. A partire dalla seconda metà di maggio è ripresa gradualmente l’attività ambulatoriale programmata con l’obiettivo di recuperare – in primo luogo – le prestazioni sospese. L’attività è stata riorganizzata in un quadro di sicurezza per i pazienti e per gli operatori, così come determinato dalle esigenze di distanziamento e seguendo le linee indicate dalla Regione».

In particolare sono state riorganizzate le agende ambulatoriali, dilazionando le tempistiche di ogni prestazione al fine di consentire la disinfezione delle superfici dopo ogni prestazione ed evitare il sovraffollamento delle sale di attesa. Questo ha comportato una riduzione del numero di prestazioni erogabili a parità di tempo. Quindi se, ad esempio, prima dell’emergenza Covid-19 era possibile erogare in un’ora 4-6 visite, attualmente ne possono essere erogate 2. Come strumento di compensazione è stato previsto l’incremento dell’attività ambulatoriale nella fascia oraria pomeridiana.

Recupero prestazioni

L’Oculistica, diretta dal professor Perri, svolge inoltre anche attività di chirurgia ambulatoriale e prestazioni di secondo livello in presidi Ospedalieri dell’azienda territoriale.

«In questi mesi l’attività - dice l’azienda - è stata incentrata sul recupero delle prestazioni sospese tra marzo 2020 e maggio 2020 e, contestualmente, sull’incremento dell’attività di chirurgia ambulatoriale a livello provinciale dedicata in particolare agli interventi di cataratta e alle iniezioni intravitreali per il trattamento della maculopatia degenerativa. Ciò ha consentito una riduzione dei tempi di attesa per gli interventi di cataratta e ha evitato l’aumento dei tempi per le iniezioni intravitreali, in maniera diffusa sul territorio provinciale». —


 

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