Carife, solo il 40% entro giugno. Federconsumatori protesta

Una protesta dei risparmiatori azzerati di Carife

L’associazione che tutela 1.500 azzerati non è soddisfatta dell’anticipo: una imposizione Dal 3 novembre i rimborsi delle spese con soldi regionali

FERRARA. Federconsumatori ha fatto il punto sui casi Carife e Dentix. «A tutt’oggi - ha spiegato il presidente Roberto Zapparoli - sappiamo che l’anticipo del 40% sul 30% che era stato già stabilito per i rimborsi agli azionisti, sarà dato a tutti i risparmiatori entro giugno 2021. Un provvedimento, il pagamento del solo anticipo per il momento, che ci è stato imposto, in quanto non c’è stato alcun incontro né quindi scambio di opinioni. Pertanto prevediamo già una valanga di proteste. Infatti presso la nostra associazione sono state presentate al Fondo interessi risparmiatori durante questi cinque anni di sofferenze dopo il crac, 1.520 domande per le quali ogni cliente ha sostenuto una spesa di 100 euro che la Regione aveva promesso di rimborsare. E dal prossimo 3 novembre saremo in grado di ritornare la somma, naturalmente secondo i tempi ed i modi che impone il Covid 19».

Zapparoli riferisce poi sulla situazione nettamente migliore di chi possedeva le obbligazioni subordinate per le quali oltre all’80% iniziale ora si aggiunge un altro 15% per cui il rimorso sarà quasi completo arrivando al 95%. «La scadenza, per chi non avesse ancora fatto domanda, è stata prorogata a novembre - ha aggiunto - e per i 1.448 richiedenti che l’hanno presentata attraverso la nostra associazione i 100 euro sono già stati erogati. Infine abbiamo calcolato che complessivamente tutti i rimborsi ammonterebbero a 35 milioni e 547 mila euro».


Durante l’incontro è stata toccata anche la delicata situazione che si è venuta a creare dopo la chiusura dell’ambulatorio Dentix che ha coinvolto personale dipendente e un numero elevato di pazienti.

I tre avvocati Massimo Buja, Andrea Ori e Ermanno Rossi che seguono 200 persone e le loro pratiche relative ai contenziosi con le banche a cui erano stati chiesti i finanziamenti per sostenere le spese degli impianti, hanno riferito di aver preparato le lettere di diffida per disdire il contratto. «Se le cure non sono state fatte o non sono proseguite – hanno concordemente sottolineato – il contratto non ha ragione d’essere. Le risposte delle finanziarie sono state diverse: c’è chi pretende una relazione sullo stato degli interventi subiti dagli interessati, chi invece vuole ugualmente il pagamento delle rate concordate per la restituzione del prestito, chi infine è disposto a trasferire il debito ad un altro dentista con il quale avviare un nuovo rapporto ma in questo caso il paziente dovrà rinunciare a quanto già versato. Sappiamo che le Finanziarie hanno un contenzioso enorme verso Dentix che fra tutte le sue filiali ha un debito di 69 milioni a fronte di un utile di 27, ma siamo comunque disposti a procedere per vie legali se non si verrà ad un accordo». —

Margherita Goberti

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