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Ferrara. Condannato per stupefacenti: "Indegno di prendere la patente"

La Motorizzazione Civile ha negato l'ammissione alla prova pratica per mancanza di requisiti morali

FERRARA. “Indegno” di conseguire la patente di guida, perché condannato per detenzione di sostanze stupefacenti di lieve entità.

È quanto ha stabilito la Motorizzazione Civile di Ferrara nei confronti di un aspirante conducente di auto, che si è visto rifiutare l’ammissione alla prova pratica a causa dei suoi precedenti guai con la giustizia.


L’uomo l’anno scorso aveva infatti riportato una condanna penale per detenzione di sostanze stupefacenti di lieve entità. Nel giugno dello stesso anno è arrivato da parte della Motorizzazione Civile di Ferrara il diniego al rilascio del titolo di abilitazione alla guida, con conseguente non ammissione alla prova pratica. I motivi della decisione vanno cercati nel Codice della Strada, che all’articolo 120 elenca il “libro nero” di coloro che non hanno diritto a conseguire (o a mantenere) la patente di guida: tra questi, anche le persone condannate per reati in materia di stupefacenti. La lista peraltro comprende “delinquenti abituali, professionali o per tendenza, e coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali”. Tutte circostanze che fanno dunque decadere i requisiti morali per possedere la patente di guida, secondo il principio della tutela della sicurezza pubblica.

A fronte del rifiuto della Motorizzazione, il mancato patentato si è rivolto al Tar dell’Emilia Romagna, impugnando il provvedimento. Ma la battaglia giudiziaria che vede il cittadino da una parte e il Ministero dei Trasporti e la Motorizzazione ferrarese dall’altra finora ha prodotto soltanto una fumata...grigia.

Esaminata la questione, il Tar ha infatti alzato le mani dichiarando la materia estranea alla propria giurisdizione, e rimettendo il tutto al giudice ordinario. Per il cittadino “appiedato” non resta dunque che tentare di intraprendere una nuova battaglia legale. O attendere pazientemente un “provvedimento riabilitativo” da parte della Prefettura che lo liberi dalla “black list” del Codice della Strada. —

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