Dopo un anno la Spal ritrova il sapore della vittoria

Vicenza battuto al Mazza per 3-2. Decide Castro su rigore a due minuti dalla fine

FERRARA. La Spal rompe il lungo digiuno e si impone sul Vicenza per 3 a 2 allo stadio Mazza. I biancazzurri non vincevano in casa da un anno, da 16 partite mettendo insieme anche le traferte. A decidere, a due minuti dalla fine, è stato Castro su rigore

Biancazzurri in campo senza gli infortunati Floccari e D'Alessandro, oltre a Strefezza e Paloschi in quarantena in quanto positivi al Covid. Novità rispetto ad Empoli, per questa terza gara in una settimana: tra i pali il rientro di Berisha (in Toscana fermato dagli intoppi dell'esito dei tamponi), in difesa quello - dal primo minuto - di Salamon. Linea mediana rinfrescata da Dickmann (di ritorno dopo la squalifica) a destra e Murgia e Valoti nel mezzo. Davanti, con Sebastiano Esposito, la prima stagionale da titolare di Di Francesco, infortunatosi nell'amichevole settembrina con l'Udinese. A Empoli è entrato, bene, a metà ripresa. Marino gli dà subito fiducia, come atipica seconda punta di un attacco... atipico, in quanto privo di un vero riferimento, già che queste non sono le caratteristiche nemmeno del "Seb".

Vicenza con l'immutabile 4-4-2 ma in versione super-offensiva, con Nalini e Dalmonte ali. Avvio sparato della Spal, che “mangia” il campo e stringe d’assedio il Vicenza, costretto nei suoi 16 metri. Un corner, un paio di chances con una mezza protesta per un presunto rigore. Il teorico 3-4-1-2 biancazzurro si disegna più come un 3-4-2-1,con Castro sul centro-destra e Di Francesco sul centro-sinistra dietro Esposito junior. I veneti fanno passare la rapida buriana ed emergono con organizzazione e palleggio. E per un nulla non approfittano di un clamoroso vacillo spallino, con Gori che coglie il palo a porta spalancata.

Gara vibrante, veloce, con ritmo. La Spal va a folate, ha attimi di furente pressione. Magari, un pizzico di raziocinio in più non guasterebbe. Il Vicenza non perde la bussola ed all’improvviso estrae dal cilindro una meraviglia di gol, con pennellata di Dalmonte (al cospetto di un Dickmann passivo che gli concede lospazio). Osservazioni? La Spal è un po’ scollata tra le linee, il cocktail protezione-filtro-impostazione non sempre è all’altezza. La rinuncia a Salvatore Esposito appare penalizzante, lui è l’equilibratore (tattico, temperamentale e tecnico al tempo stesso) che - per caratteristiche - non sono né MurgiaValoti. In mezzo non si può lasciar giganteggiare Pontisso. La gara, per la Spal, assume una pendenza superiore a quella del Turmalet. La chiave tattica per la reazione sta nell’accentrare e arretrare leggermente Castro. Che sale in cattedrae confeziona il mirabile lancio su cui Dickmann coglie la traversa, per il tap-in di Murgia: 1-1 che asciuga il bucato. Ed allo scadere, su tiro di Castro,viene negato un rigore colossale (mano).

Nella ripresa, avvio tragico. Esposito va vicino al gol, dal corner a favore Valoti perde sciaguratamente palla e - con la Spal tutta avanti - Meggiorini raddoppia in contropiede. Per sua fortuna Valoti si redime rapidamente e realizza il secondo pareggio spallino. La gara è un ping pong, la Spal perde troppi palloni. Marino mette Salvatore Esposito. Non vengono sfruttate un paio di buone opportunità e si rischiano delle infilate. Ma la Spal insiste fino all’ultimo e viene premiata al 48 con il rigore trasformato con irriverenza da Castro . -

Paolo Negri

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