Spreafico, i lavoratori divisi: «La Kiwisole è seria Basta dire bugie»

Tensione molto alta a Santa Maria Codifiume dopo la manifestazione di giovedì. «Chi era fuori prima si è rifiutato di lavorare in campagna»

Codifiume, torna il problema lavoro alla Spreafico Frutta

SANTA MARIA CODIFIUME. «Sono state raccontate solo bugie. O meglio, ognuno ha descritto la situazione come più conviene. Noi qui alla Kiwisole (che fa capo a Spreafico; ndr) stiamo bene. Io ci lavoro da 26 anni e non ho mai avuto problemi». La spaccatura fra dipendenti all’interno dell’azienda di Santa Maria Codifiume è netta. Da una parte c’è chi ha manifestato giovedì mattina (22 ottobre) , perché «non abbiamo alcun tipo di tutele e in più non ci chiamano nonostante ci sia un contratto», dall’altra invece ci sono coloro che difendono i datori di lavoro. «Questa è una ditta seria – si fa portavoce Maria Di Stasio –, nessuno prende in giro nessuno. I contratti qui sono tutti a tempo determinato perché siamo stagionali e poi ognuno guadagna per quanto lavora. Permessi e ferie vengono accordati, ma non sono retribuiti, non funziona così da noi. Ma è tutto in regola, assolutamente».

Il lavoro c’è quando la campagna chiama e questo è un anno molto difficile. «Perché le sigle sindacali fuori non c’erano? Semplice: non c’è motivo per protestare».

Le ragioni

Eppure le buste paga delle persone rimaste fuori parlano da sole: arrivano al massimo a 400 euro al mese, c’è chi ne ha presi anche solo 50. «Allora diciamola questa verità che sembra essere sulla bocca di tutti – continua la di Stasio –. Il lavoro è nettamente diminuito, purtroppo la raccolta della frutta non è andata benissimo e in più dobbiamo anche stare attenti alla nuova normativa Covid con turni ridotti e diversi. Eppure anche questa volta l’azienda ci è venuta incontro, chiamando tante persone, fra cui molte di quelle che erano davanti ai cancelli giovedì, per andare a lavorare in campagna. Hanno detto no, perché non rientrava nelle loro mansioni. E per quale motivo hanno rifiutato? Lo dicano, lo spieghino perché invece altri sono andati eccome. Non hanno voluto e io ho scritto tutto nero su bianco perché siamo tutti nella stessa chat... se hai bisogno di lavorare e se vuoi tutelare il futuro della tua azienda dici di sì perché comunque sarebbe stato tutto regolare» .

È vero, qualcuno fuori lo aveva raccontato sollecitando a chiedere quanto sarebbero stati pagati all’ora: «Una miseria, circa sei euro. Non è serietà questa». Ma non finisce qui: «Hanno detto che sono maltrattati, ma da chi? Qui si sta perdendo il lume della ragione. La Spreafico, come la Kiwisole, sono realtà serie e non vanno a sporcarsi le mani, non lo hanno mai fatto. Chi vuole lavorare si rimbocca le maniche e lo fa, soprattutto quando le cose non vanno bene e dovremmo fare squadra». —

Annarita Bova

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