Prima caldo poi la pioggia. Ancora proteste a Gambulaga per le Poste a singhiozzo

La riapertura a giorni alterni doveva terminare a settembre ma sta proseguendo. File e lunghe attese per poter accedere al servizio

GAMBULAGA. È uno dei temi ricorrenti dall’estate, da quando cioé al termine del lockdown Poste Italiane ha sì riaperto tutti gli uffici postali con l’orario tradizionale, ma a Gambulaga è stata decisa una riapertura a giorni alternati che sarebbe dovuta cessare lo scorso mese di settembre, ma sta proseguendo. E se prima (come nella vicina Maiero) il problema erano le lunghe file in attesa al caldo, adesso il vero spauracchio si chiama pioggia, non potendo stare in attesa dentro l’ufficio a causa del distanziamento.

Fra l’altro ci furono anche discussioni su questa vicenda, visto che ad inizio settembre il Comune di Portomaggiore con la raccolta firme dei residenti per il ritorno agli orari normali, dopo aver ricevuto la risposta negativa da parte di Poste Italiane, spiegò come «...sarà consegnata ai promotori della petizione tutta la documentazione, pronta da giorni ma non recapitata per recapiti non completi da parte dei promotori della raccolta firme». Peccato che, ha detta di Maria Foschini e Bruno Buzzoni che raccolsero le firme, i nomi e gli indirizzi dei due promotori (oltre agli estremi dei rispettivi documenti di identità) fossero ben evidenti sia nella lettera che chiede il protocollo della petizione inviata al sindaco Nicola Minarelli, sia nei modelli sottoscritti dai 236 firmatari.


In ogni caso, alla raccolta firme già in estate Poste italiane aveva risposto, spiegando come nel Comune di Portomaggiore ci fossero tre uffici, quello del capoluogo in via Cavour e Maiero aperti tutti i giorni, appunto Gambulaga aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 8.20 alle 13.45. Aggiungendo che si confidava di tornare alla normalità già a settembre... —

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