Acquacoltura e tecniche agrarie Il nuovo corso Unife conta 81 iscritti

Il coordinatore Mistri: un approccio interdisciplinare Percorso di studi su misura per un territorio vocato 

“Tecnologie Agrarie e Acquacoltura del Delta”. È questo il nome del nuovo corso di laurea avviato da qualche settimana nell’ateneo estense. E che ha già fatto registrare ottimi numeri con 81 studenti iscritti.

Vocazione territoriale


A fare il punto è Michele Mistri, coordinatore del corso di studio e professore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche. «Il corso – spiega Mistri – nasce principalmente da un’esigenza manifestata dal territorio. Un territorio come il nostro e quello del rodigino con una vocazione ben precisa non aveva un corso di laurea in tecnologie agrarie. Abbiamo deciso allora di lavorare su questo progetto per formare laureati che possano avere un approccio interdisciplinare nell’ambito del settore delle tecnologie agrarie, dell’acquacoltura, nella gestione di territorio e ambiente. Per di più in un territorio peculiare come il nostro, nel quale ci sono problematiche legate alla fragilità degli ecosistemi, alla subsidenza e all’ingressione del cuneo salino».

«Il corso è una laurea triennale, il primo anno è partito a fine settembre, il secondo verrà attivato l’anno prossimo e il terzo quello successivo. Il corso consente di acquisire 180 crediti, gli esami sono 19. Siamo molto contenti del numero di iscritti che siamo riusciti a fare visto che abbiamo 81 studenti. Va anche tenuto conto che, per via del lockdown e di tutte le restrizioni legate al Covid-19, non abbiamo potuto avviare nemmeno una forte attività promozionale. Abbiamo anche studenti che arrivano da Campania e Puglia, e l’Ateneo si sta adoperando per organizzare quello che sarà il naturale proseguimento, per chi vorrà continuare gli studi, dei laureati triennali in Tecnologie Agrarie, e cioè la Laurea Magistrale».

Il rammarico è evidente per il fatto che non è un anno come tutti gli altri: «Per ovvi motivi – osserva Mistri – i corsi vengono effettuati tutti online. In questa fase non c’erano alternative, ma un pomeriggio alla settimana viene organizzato un momento in presenza nel pieno rispetto delle normative, quello che chiamiamo Focus Point di contatto tra i docenti e i ragazzi. C’è bisogno di questo momento perché i ragazzi, e in particolar modo le matricole ne hanno necessità».

Il corso ha una struttura ben definita: «Nel primo anno – spiega il coordinatore – si fa una preparazione di base con matematica, fisica, chimica, ecologia e discipline agronomiche. Al secondo anno a questo si aggiungono anche tematiche legate alla difesa dell’ambiente, alla sostenibilità e agli agrosistemi. Nel terzo anno si affrontano le tematiche dell’Agricoltura 4.0, delle mappe satellitari e dell’agricoltura di precisione. Dal secondo anno sono attivi anche degli approfondimenti, un ventaglio di 13 corsi tra cui scegliere, come orticoltura e floricoltura, agrotecnologie algali, acquacoltura». Il corso è ben inserito nella realtà locale: «Abbiamo deciso di far fare ai ragazzi un numero elevato di crediti in stage aziendale. Per fare la pratica oltre alla grammatica, che riteniamo importante. Abbiamo già delle realtà aziendali che hanno manifestato interesse per accogliere gli studenti».

«Il laureato triennale – conclude Mistri – ha le conoscenze per entrare in ambiti lavorativi connessi alle produzioni agrarie, all’acquacoltura, alla difesa fitosanitaria, alla gestione della filiera agricola ecosostenibile, alla agricoltura 4.0 di precisione e gestione dei sistemi di monitoraggio. Gli studenti possono anche iscriversi all’Ordine degli Agronomi e al Collegio degli Agrotecnici».

Andrea Tebaldi

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