M5S, la base dice sì ad alleanze ma Ferrara non è d’accordo

L’unico consigliere comunale cittadino: manteniamo un profilo identitario Molti i nodi: capo politico o consiglio direttivo? In novembre gli Stati Regionali

All’incontro interprovinciale Ferrara/Bologna dell’altra sera, primo step locale in vista degli Stati Regionali del 14 e 15 novembre, il Movimento 5 Stelle ha optato per un futuro di «alleanze con chiunque abbia punti da condividere».

via possibile


Una via possibile «per il 99,9% dei partecipanti», riporta qualche attivista ferrarese, ma a cui manca l’avallo dall’esponente grillino in consiglio comunale a Ferrara, Tommaso Mantovani, che si è detto «in netta minoranza» anche sull’altro tema che sta tenendo banco in questi giorni nel Movimento, quello della necessità o meno di dotarsi di una “struttura’’.

C’è poi la questione del capo politico o del doppio mandato, «temi molto dibattuti – dice Mantovani – che sarà molto difficile dirimere anche agli Stati Regionali».

Il sì alle alleanze non sembra trovare troppi oppositori, invece, «favorevole» si dice, per esempio, l’ex consigliere comunale ferrarese Claudio Fochi, presente all’incontro interprovinciale di venerdì sera: «Sono favorevole ad alleanze programmatiche – specifica Fochi – ma non ad alleanze strutturali con il Pd o con altri partiti. Ma sì ad alleanze, con chiunque, su specifici punti del programma». E sulla struttura, l’ex consigliere preferirebbe «un gruppo di persone, piuttosto che un capo politico unico: per me la parola chiave è partecipazione», da declinare, aggiunge Fochi, anche a livello locale, magari con «un profilo pubblico certificato degli iscritti per evitare una gestione della politica sulle chat whatsapp».

le diversità

Più in controtendenza Mantovani: «La stragrande maggioranza vuole alleanze programmatiche e una struttura più organizzata e capillare – prende atto il consigliere ferrarese – io personalmente sono contro. Per le alleanze io terrei un principio identitario che è quello di evitarle il più possibile, e per la struttura vengo dal non statuto quindi per me la struttura più è agile e meglio è». Alcuni attivisti ferraresi vorrebbero anche ripristinare il rendiconto semestrale, istituire una sede fissa («Già altri partiti stanno cominciando a superare l’idea», dice però Mantovani, «non vedo perché noi dovremmo introdurla») e un referente provinciale: «Anche su questo – dice Mantovani – ho delle perplessità, sempre per il discorso della non struttura. Il rischio è che il sistema si irrigidisca e il referente provinciale si arroghi poteri particolari». Capo politico o consiglio direttivo? «Quasi tutti in questi ruoli vorrebbero qualcuno che non avesse altri incarichi – dice Mantovani – la questione è dibattuta, ma io sono per il pluralismo».

Continuano intanto le assemblee dedicate ai territori e il 31 ottobre sarà la volta dell’assemblea regionale. Nella stessa giornata si voteranno i rappresentanti territoriali (17 per l’Emilia-Romagna) che parteciperanno a novembre agli Stati Regionali.

giovanna corrieri

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