Ferrara, a scuola gli organici coperti dai “disponibili”

Hania Cattani, Cgil scuola

In provincia esaurite le graduatorie locali, tornano i “senza titolo”. Il conteggio Cgil: fondi per l’85% delle assunzioni 

FERRARA. A quaranta giorni dall’inizio delle lezioni, le scuole ferraresi fanno i conti con le accresciute esigenze fissate dai Dpcm dovendo ancora colmare diverse lacune negli organici e trovandosi a dover ricorrere anche questa volta alle “messe a disposizione”, cioè figure professionali senza titolo d’insegnamento. «È così, sta succedendo ad esempio in diversi istituti comprensivi di Ferrara, visto che le graduatorie provinciali Covid sono già esaurite - rivela Hania Cattani, segretario provinciale Cgil scuola - Così i ragazzi si ritroveranno in cattedra dei precari che non hanno titolo né esperienza d’insegnamento. Tutto questo perché il governo non ha voluto ascoltare i nostri appelli alla stabilizzazione dei precari, che avrebbero assicurato risorse sicure, ricorrendo invece a questa nuova graduatoria».

In realtà qualche concorso per precari si sta svolgendo anche in questi giorni, in pieno anno scolastico, con gruppi di aspiranti docenti che si trovano ad effettuare alcune prove negli istituti dotati di spazi di laboratorio («abbiamo riserve su questi assembramenti in istituti dove magari ci sono classi in quarantena» dice Cattani), ma è chiaro che si tratta di una corsa contro il tempo per quanto riguarda l’attuale anno scolastico. L’organico Covid deve essere ancora completato in diversi istituti: tra gli istituti che stanno ancora effettuando chiamate la Cgil cita il polo di Comacchio, il Bassi Burgatti di Cento, Argenta.

Quantificare i “buchi” di organico non è semplice, ci si può avvicinare con i fabbisogno finanziari dell’organico Covid: ai sindacati risulta che le richieste delle scuole ferraresi siano state soddisfatte solo all’85%, quindi che i potenziamenti degli organici si siano fermati prima del necessario. «Anche in queste prime settimane di scuola ci è dovuti confrontare con i compiti aggiuntivi, soprattutto a carico dei collaboratori scolastici - aggiunge la sindacalista - Le maniglie delle porte d’ingresso e delle finestre vanno igienizzate sempre, come pure il bagno ad ogni ingresso e il laboratorio per tutti i cambi di classe. Sul fronte degli insegnanti c’è il tema delle classi numerose, che andrebbero sdoppiate: al Polo di Codigorro, ad esempio, ce n’è una con 31 alunni, che i dirigenti scolastici sostengono sia adeguata alle ampie aule utilizzate, ma sulla quale ci stiamo ancora confrontando».

Tutti gli istituti hanno controfirmato i protocolli di sicurezza, che vanno nel dettaglio delle misure, e la conclusione del sindacato è che «si tratti di ambienti sicuri, come confermano i contagi relativamente contenuti. Il vero problema sono gli assembramenti nei trasporti scolastici». Se n’è parlato giovedì al tavolo provinciale, sotto la lente ci sono i piazzali di “interscambio”. —

s.c.

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