Nuova Dad, delusi i presidi ferraresi: «Troppo poco il 25% in presenza»

Ma per ora alle superiori si continua in classe, manca ancora la richiesta di Asl e Comuni: oggi la riunione in Regione

FERRARA. Pronti a seguire le direttive dell’ultimo Dpcm, ma aggrappati a una frase del decreto che rimanda, seppur di poco, il ritorno della didattica a distanza. I dirigenti scolastici ferraresi temevano e insieme si aspettavano - alla luce dell’andamento dei contagi - la stretta del governo sulle scuole superiori, con l’incremento della didattica digitale “per una quota pari almeno al 75%”. Ma quella di oggi, per gli studenti ferraresi, sarà ancora una giornata come le altre. Qualche lezione in presenza in più guadagnata grazie a una precisazione del decreto che subordina l’applicazione della Dad alla “previa comunicazione al ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche” dei vari territorio.

RIUNIONE IN REGIONE

È necessario dunque che il Comune, l’Asl o la Regione Emilia Romagna ufficializzino la richiesta di applicazione della Dad, come già avvenuto ad esempio in Lombardia o la Campania. Proprio oggi in Regione, come spiegava l’assessore Paola Salomoni, è stata indetta una riunione per decidere in merito. Gli ultimi giorni sono stati intensi anche per i dirigenti scolastici ferraresi, che si sono confrontati tra loro e con l’Ufficio scolastico territoriale sulle novità ventilate dal governo, un confronto che ha confermato che per le scuole ferraresi la Dad e un boccone amaro da digerire.

«Senza la comunicazione ufficiale della Regione, del Comune o dell’Asl per noi non cambia nulla e si continua in presenza al 100 per cento», scandisce il dirigente del Vergani Massimiliano Urbinati . Nel frattempo si lavora ipotizzando diversi scenari «ma per i laboratori resta vitale la presenza, non si può certo insegnare cucina a distanza: gli alunni stanno rischiando di perdere momenti fondamentali per la loro istruzione». Un incastro non facile, con quel 25% residuo: «Servirebbe almeno il 50%, la scuola è un posto sicuro». E per gli orari scaglionati, conclude Urbinati, «siamo pronti, non ci siamo mai fermati neanche in estate per poter ripartire in sicurezza. E in presenza».

I NUOVI BANCHI

Giusto oggi all’istituto Einaudi, ironia della sorte, arriveranno i 370 banchi singoli e le 50 sedie innovative a rotelle che erano attesi da settimane, ma per la dirigente Marianna Fornasiero si aprono ora altri fronti gestionali: «I ragazzi sono in fibrillazione, ma per il momento in assenza di comunicazioni da parte della Regione andiamo avanti come abbiamo fatto finora». Avere 75% di Dad significherebbe dover mettere mano all’intera organizzazione scolastica poiché «dovremo destinare la quota in presenza ai laboratori, e di conseguenza “compattarli” rivedendo l’orario».

L’esperienza della scorsa primavera ha fatto sì che gli istituti nel frattempo implementassero la loro dotazione digitale, utilizzando i fondi europei. Così all’Einaudi, spiega la dirigente Lia Bazzanini, gli studenti che, tra i 1.500 iscritti, avevano manifestato difficoltà da remoto, potranno usufruire dei dispositivi, così come i docenti avranno a disposizione una sorta di lavagna elettronica. Si sperava comunque in un rapporto 40-60 a favore della Dad, così da poter gestire le lezioni in presenza a classi alterne, assicurando continuità: «Il 25% in classe è davvero molto poco», considera Bazzanini.

L’ATTESA

Anche al liceo Ariosto, ha già comunicato la dirigente Isabella Fedozzi, oggi si prosegue in presenza, aspettando la Regione, così come al liceo classico Cevolani di Cento: «Per noi ingresso regolare alle 8, nelle nostre tre sedi, naturalmente senza assembramenti - spiega il vicepreside Enrico Malucelli - Poi vedremo in base alle prossime disposizioni. Peraltro tutti i nostri studenti si sono dimostrati seri e ben disposti, sia per quanto riguarda le regole da rispettare sia, la scorsa primavera, per la didattica a distanza. Inoltre dall’inizio dell'anno scolastico, soddisfacendo le richieste di alcuni genitori, stiamo procedendo con la didattica a distanza integrata: in pratica, il docente fa lezione in classe ed è seguito in contemporanea anche dagli studenti da casa».

Stessa linea all’istituto Montalcini di Argenta-Portomaggiore, come conferma il preside Nicola Pelliccia: «Tra l’altro il nostro istituto ha tre distinte sedi e questo rende più semplice l’accesso degli studenti, il cui comportamento è davvero rispettoso delle regole. La didattica a distanza? In questi mesi abbiamo acquistato vari computer e altri ci sono stati donati, quindi non dovremmo avere problemi». —

Alessandra Mura

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