Teatro Comunale di Ferrara: «Duro colpo alla ripartenza»

Il presidente Resca: danno gravissimo per il nostro settore e l’intera filiera. Di Matteo (Nuovo di Ferrara): i teatri sono i contenitori pubblici più sicuri

FERRARA. «È un blocco che frena bruscamente tutto quello che di buono stavamo costruendo. Siamo ripartiti nella fase dopo il lockdown con grande entusiasmo e questo nuovo stop agli spettacoli e alle attività teatrali ci crea un grosso danno».

I DANNI DELLO STOP AL COMUNALE


Anche il proverbiale ottimismo di Mario Resca, presidente della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, è messo a dura prova dal nuovo decreto che impone un nuovo stop alle attività dello spettacolo. Disco rosso che arriva nel momento in cui il Teatro Comunale, nonostante le mille difficoltà e limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, stava tentando di ritornare a regime con una ricca serie di spettacoli che avevano già visto la partenza delle stagioni teatrali.

MOLTI TEATRI A RISCHIO

«È un danno gravissimo - continua il presidente Mario Resca - per tutto il settore e la nostra filiera produttiva. A mio avviso la pandemia è stata sottovalutata, sembrava che fossimo già usciti, un “liberi tutti” che invece adesso sta creando grosso problemi soprattutto sanitari ed economici. Un blocco della gestione imprenditoriale che per molti teatri può rappresentare anche la fine dell’attività, una sorta di colpo di grazia, visto il periodo non facile, che costringe anche le compagnie a fermarsi e a rimandare o disdire spettacoli che erano già in cartellone. Si interrompe anche un’importatissima attività culturale che stavamo facendo».

CASSA INTEGRAZIONE

«Purtroppo, pur avendo il nostro teatro della spalle solide - afferma Resca - siamo costretti a mettere il personale in questa fase in cassa integrazione e speriamo sia solo una cosa passeggera, senza contare che anche con gli sponsor possono sorgere problemi, dopo che eravamo riusciti a conquistare fiducia con la nostra importante attività. La speranza resta quella di riaprire al più presto le attività, per continuare a produrre un importante vettore di cultura per la città».

Tra l’altro questo stop forzato arriva in un momento in cui le varie stagione stavano entrando nel vivo. A cominciare dalla danza che nella giornata del prossimo 30 ottobre aveva programmato uno spettacolo con il famoso coreografo e regista Wim Vandekeybus. Una situazione che si ripercuote anche a livello organizzativo.

TEATRO NUOVO ALLA FINESTRA

La chiusura forzata dei teatri da oggi diventa problematica soprattutto per quelli a gestione privata, che sono ancora in attesa dei definitivi contributi statali.

«Non capisco, ma mi adeguo per forza - dichiara Giovanni Di Matteo, proprietario del Teatro Nuovo di Ferrara - e dobbiamo attenerci con scrupolo all’ordinanza che prevede per noi una chiusura obbligata. Le mie perplessità derivano dal fatto che il teatro in questi mesi di emergenza è sempre stato un posto sicuro in quanto si garantisce il distanziamento tra il pubblico obbligato a portare la mascherina e con corridoi ben distinti tra chi entra e chi esce. In qualsiasi locale pubblico non si trova il distanziamento ordinato del teatro. A questo punto saltano convegni che avevamo in agenda e metterò il personale in cassa integrazione. Spero che si riapra a fine novembre per garantire gli spettacoli del periodo natalizio. Sono preoccupati anche per gli eventuali slittamenti nel 2021». —


 

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