Arrestato il dj Boogye, "il re di Ferrara", capo della mafia nigeriana

E stato fermato a Verona dalla squadra mobile, era scappato dal blitz che ha portato all'arresto di 31 persone legate al clan di Viking-Arobaga, ai quali viene contestata l'associazione mafiosa. Anche per i reati contro le forze dell'ordine, le botte ai poliziotti per mantenre il controllo delle zone di spaccio 

FERRARA - La sua fuga è durata meno di 24 ore: Emmanuel Okenwa, detto Boogye, il dj di musica afro-beat, ritenuto il capo della mafia nigeriana in città, tanto che lui stesos si autoproclamava “il Re di Ferrara”, è stato arrestato nella serata di ieri (mercoledì 28 ottobre) dagli uomini della Squadra Mobile a Verona.
Durante il blitz, scattato alle prime luci dell’alba di mercoledì, Boogye non era stato trovato nella casa che in zona Foro Boario condivide con la sua ragazza italiana.


Gli investigatori si sono messi subito sulle sue tracce e la pista investigativa li ha portati nella città scaligera dove il cinquantenne aveva in programma di esibirsi a pagamento come deejay e cantante ad una festa di battesimo che si sarebbe dovuta tenere domenica prossima: Boogye era ospite di amici musicisti e cantanti di cui era una specie di manager.


La sua figura di leader della confraternita Viking Arobaga era riconosciuta infatti anche nell’ambito delle attività legali da loro svolte. Il dj manager, esponente di spicco dell’organizzazione criminale del nord Italia era in quel momento ignaro che gli uomini della Squadra Mobile avessero già individuato la zona in cui si trovava a Verona.
Dopo un lungo appostamento, nella tarda serata di mercoledì Boogye veniva avvistato nei pressi della stazione principale di Verona ovvero Portanuova ma riusciva a dileguarsi tra i tanti passeggeri.
Più tardi veniva individuato seduto su una panchina nei pressi della stazione Porta Vescovo. Gli agenti in borghese una volta avvicinato lo chiamavano e lui alzando la testa che teneva celata da un cappellino e dalla mascherina, riconosceva i poliziotti.


Agli agenti, al momento della cattura ha riferito che nel corso della giornata aveva saputo che era ricercato ed era andato a prendere il treno per rientrare a Ferrara e recuperare alcuni effetti personali, confermando però che la sua intenzione era quella di far perdere le proprie tracce. Ora è in carcere a Ferrara, a disposizione della Polizia e dei magistrati.

Mentre lo stesso questore Cesare Capocasa ricorda che «l’associazione di tipo mafioso (contestata per la prima volta a Ferrara, ndr) era finalizzata oltre che traffico di droga ed estorsioni anche a reati contro la Pubblica amministrazione costituiti da violenza e minaccia a pubblico ufficiale, resistenza e oltraggio, contro gli appartenenti alle forze dell’ordine, azioni (botte a poliziotti e altri) che avevano come obiettivi il mantenere controllo del territorio, in particolare delle piazze di spaccio in zona Gad».

 

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