Code, proteste e timori: l’ufficio postale di Vigarano Pieve va a scartamento ridotto

Sportelli aperti tre giorni a settimana e attese per cittadini. Comunità in ansia: non possiamo perdere questo servizio

VIGARANO PIEVE. Dallo scorso aprile l’ufficio postale funziona solo il lunedì, mercoledì e venerdì. Sembrava una scelta limitata nel tempo ma è diventata una decisione consolidata. Questo comporta lunghe code, e non solo nei giorni in cui si ritirano le pensioni.

A Vigarano Pieve sono 2.500 i residenti e con solo tre giorni settimanali di apertura è scontato il formarsi di code alle Poste. Inoltre oltre al disagio cresce la preoccupazione che la decisione di ridurre i giorni di apertura sia l’anticamera per la chiusura totale dell’ufficio.


Anziani penalizzati

«Gli anziani – spiega Bruno Menegatti, presidente del circolo Auser La Camarazza – sono quelli più preoccupati. Nella prima quindicina del mese sono due le impiegate, all’ufficio postale, e nell’ultima quindicina ne resta solo una che, pur essendo molto brava, non riesce ad evitare le code perché gli utenti sono tanti. Nella malaugurata ipotesi che l’ufficio postale venga chiuso sarebbe un dramma per gli anziani che, per spostarsi, dovrebbero chiedere aiuto ad amici e parenti».

La preoccupazione

«Inutile nasconderlo – aggiunge Dante Bregola – in paese cresce sempre più il timore che in futuro l’ufficio postale venga chiuso. Se ne parla sempre ed è comprensibile il timore di perdere un servizio di grande importanza specie tra la terza età. I negozi e tante attività stanno chiudendo, se viene a mancare anche questo servizio il paese, e tutta la comunità, ne sarebbe impoverito piombando nel buio assoluto come prospettiva di sviluppo futuro».

Bisogna fare qualche cosa, è la frase che sempre più ricorre nei luoghi di incontro e qualcuno si è già mosso.

«Tramite il passa parola social – ricorda Gigliola Pozzati – e anche sui social, ho lanciato la proposta di fare uno sforzo per imparare a utilizzare anche tutti i servizi informatici di cui dispone l’ufficio postale. Se aumentano gli utenti anche per questi speciali servizi può darsi, almeno spero, che si allontani il rischio di chiusura».

In attesa

La gente intanto continua a sostare davanti all’ufficio postale, non c’è neppure una pensilina per ripararsi dal sole e dalle intemperie, quasi a voler restare aggrappata a questo importante servizio. L’ultimo rimasto in paese, visto che la filiale della Bper ha chiuso da tempo e non c’è neppure un bancomat. —

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