Contenuto riservato agli abbonati

Dj Boogye in fuga arrestato a Verona

Il capo della mafia nigeriana a Ferrara fermato dalla Squadra mobile alla stazione di Porta Vescovo mentre voleva partire

FERRARA. La sua fuga è durata meno di 24 ore, con la Polizia che lo cercava a Ferrara, per arrestarlo, perché considerato il capo della nuova mafia nigeriana, quella dei Viking-Arobaga: Emmanuel Okenwa, detto Boogye, 50enne, dj di professione, l’hanno trovato a Verona, dove – ha poi detto lui alla Polizia – era andato a lavorare come dj-manager ad una festa di battesimo che si doveva tenere domenica prossima. Mancava solo lui e pochi altri alla retata scattata nel blitz di mercoledì mattina, quando la Squadra mobile di Ferrara e i colleghi di mezza Italia hanno arrestato 31 persone, componenti del clan Vikings Arobaga, tra Ferrara, la regione e il Veneto e altri 43 in Piemonte, in un altro blitz sempre contro lo stesso clan mafioso, per via della contestazione del 416 bis, associazione a delinquere mafiosa, applicato per la prima volta a Ferrara.

Fama internazionale

Lui, Boogye, dj di fama nazionale ed europea (con toccate a Londra) è ritenuto il capo della mafia nigeriana in città, con il ruolo di F. F. , poco più sotto la scala gerarchica del Generale e del resto che fosse un capo lo diceva lui stesso, tanto che si autoproclamava – al telefono, intercettato con altri – “il Re di Ferrara”. Lo hanno arrestato nella serata di mercoledì gli uomini della Squadra Mobile ferrarese a Verona. Lo cercavano dall’alba, perché al blitz scattato alle prime luci di mercoledì, Boogye non era stato trovato nella casa che in zona Foro Boario condivide con la sua ragazza italiana. Gli investigatori si sono messi subito sulle sue tracce e la pista investigativa li ha portati nella città scaligera dove il cinquantenne aveva in programma di esibirsi a pagamento come deejay e cantante ad una festa di battesimo che si sarebbe dovuta tenere domenica prossima. A Verona era ospite di amici musicisti e cantanti di cui era una specie di manager. E così la sua figura di capo della confraternita-clan Viking-Arobaga era riconosciuta anche nell’ambito delle attività legali da loro svolte. Occorre dire però, che Boogye, come viene indicato dalle carte giudiziarie, è un esponente di spicco dell’organizzazione criminale del nord Italia, con rapporti tra Ferrara, Treviso, Venezia e Padova ma era ignaro che gli uomini della Squadra Mobile lo avessero già individuato a Verona. Dopo un lungo appostamento, nella tarda serata di mercoledì è stato avvistato nei pressi della stazione Portanuova di Verona ma riusciva a dileguarsi tra i tanti passeggeri.

Seduto sulla panchina

Più tardi veniva individuato nei pressi della stazione Porta Vescovo: qui gli agenti in borghese si sono avvicinati, chiamandolo: «Ehi, Boogye». Lui, seduto su una panchina, ha alzato la testa, e coperto da cappellino e mascherina ha risposto: «Sì, sono io». Agli agenti ha spiegato di aver saputo a Verona, poche ore dopo il blitz di Ferrara, di essere era ricercato: era andato a prendere il treno per rientrare a Ferrara e recuperare alcuni effetti personali, confermando la sua intenzione, quella di far perdere le proprie tracce.

Ora è in carcere a Ferrara, a disposizione della Polizia e dei magistrati. Mentre lo stesso questore Cesare Capocasa ricorda che «l’associazione di tipo mafioso (contestata per la prima volta a Ferrara, ndr) era finalizzata oltre che traffico di droga ed estorsioni anche a reati contro la Pubblica amministrazione». Era violenze e minacce a pubblico ufficiale, resistenza e oltraggio, contro gli appartenenti alle forze dell’ordine: azioni (botte a poliziotti e altri) che avevano come obiettivo il mantenere controllo del territorio, in particolare delle piazze di spaccio in zona Gad». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA