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Il boss suonò per il Comune alla festa della legalità 2012. Fabbri chiede conto: é grave

Il Nigerian party di 8 anni fa ebbe contributi pubblici per 2.000 euro. Nella locandina dell’evento c’era anche il logo dell’amministrazione

FERRARA. Vive a Ferrara da oltre una decina d’anni, Emmanuel Okenwa, 50enne, ma tutti lo conoscono come dj Boogye, meglio ancora come dj Bugi (africanizzazione del nome inglese).

E nel 2012 come dj aveva aperto un evento in città, l’High Foundation, un djset di musica afro che rientrava nel ‘Nigerian party’ promosso in occasione dell’ anniversario della liberazione della Nigeria; evento inserito nel programma della Festa della legalità e della responsabilità di quell'anno, patrocinata e presentata in conferenza stampa in Comune dall’allora assessore Chiara Sapigni. Un lungo preambolo, reso noto dal sindaco Alan Fabbri, che ora chiede di «verificare se siano stati spesi, dalle passate amministrazioni, soldi pubblici che possono essere confluiti nelle tasche di chi è oggi ritenuto dagli inquirenti un capomafia». Verifica che « era ed è doveroso fare». Per questo motivo Fabbri annuncia che «stiamo procedendo con ulteriori approfondimenti: quanto sta emergendo, dalle verifiche in corso, è allarmante e grave. Intendiamo andare fino in fondo, attivando tutte le azioni utili a tutelare il Comune e il denaro dei cittadini».

Formalmente lo stesso Fabbri e il Comune spiegano nella nota che dopo il blitz e dopo la notizia che dj Boogye (il nome negli atti giudiziari, lo stesso di dj Bugi riportato dal Comune) è stato indicato come il capo della mafia nigeriana a Ferrara «l’amministrazione comunale di Ferrara, per tutelare l’ente e le risorse dei cittadini, ha ritenuto doveroso effettuare alcune verifiche sulle figure che sono ritenute coinvolte». Le verifiche sono quelle evidenziate da ricerche fatte negli archivi web dove spiega la nota «da una prima analisi è emerso che quello che per gli investigatori è il capo dell’organizzazione criminale operante a Ferrara, Emmanuel Okenwa, detto Bugi e dj di musica afro-beat, avrebbe suonato nel contesto di eventi patrocinati da precedenti amministrazioni e, in almeno un caso, finanziato con fondi pubblici».

Vi sono anche le foto che lo ritraggono all’opera durante il djset, quella che lui (djBugi) posta su Instagran e che guarda caso, al tavolo della consolle, ha una locandina con tanto di logo del Comune di Ferrara. L’evento del 26 giugno 2012 fu - informa la nota - « destinatario di contributi pubblici, come quelli emersi – per 2mila euro – dalla delibera GC-2012-63 del 9 ottobre 2012». Chiude con amara sorpresa l’assessore alla legalità Nicola Lodi: «Quando ho appreso che dj Bugi avrebbe suonato al festival della legalità e della responsabilità sono trasalito. Pensare che a Ferrara sia stata coinvolta in eventi con patrocinio comunale una figura che si è poi rivelata capomafia è sconvolgente».

Secondo fonti di inquirenti interpellate dalla Nuova, dj Bugi all’epoca, dunque oltre 8 anni fa, non era conosciuto a nessuna polizia, non aveva precedenti e risulta essere solo affiliato ai Viking-Arobaga dal 2015. —

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