«Dammi tutti i soldi». Reagisce al rapinatore che impaurito scappa

Titolare del negozio di kebab a Santa Maria Maddalena minacciato con una pistola si difende con un cacciavite: lo lancia e il malvivente fugge

Tentata rapina a Santa Maria Maddalena, il malvivente armato di pistola messo in fuga

SANTA MARIA MADDALENA. «Paura? No, non ho avuto paura e poi noi curdi non abbiamo paura di nulla. Non so se sapete quello che abbiamo passato...». Il tono di voce di Ibrahim è normale, lui è tranquillo, pur avendo subito una rapina poco prima, in uno dei suoi due negozi di kebab, quello che si trova a Santa Maria Maddalena, vicino a una tabaccheria rapinata nelle settimane scorse, e sulle possibili connessioni sono in corso indagini.

Da solo nel locale

La rapina ad Ibrahim si è consumata giovedì sera, verso le 21. 30, in un attimo di pausa dal lavoro, senza la ressa dei clienti: «Ero da solo nel locale – racconta – a quell’ora, come da disposizioni, facciamo solo asporto. È entrata questa persona, gridando “soldi, soldi”. In mano aveva una pistola, ma non so dire se fosse vera o finta, è accaduto tutto in una manciata di minuti». L’arma in mano al rapinatore, comunque, non lo spaventa. Lui reagisce, senza pensarci: «Sotto il bancone avevo un cacciavite e l’ho tirato contro quella persona. Non l’ho colpito, gli è passato vicino alla testa. E così lui se ne è andato». Non è stata, però, una fuga definitiva, dal momento che, a un certo punto, lo sconosciuto ci ha ripensato e ha fatto il gesto di tornare sui propri passi, per farsi consegnare di nuovo i soldi. «A quel punto – prosegue il racconto dell’esercente – ho messo nuovamente la mano sotto il bancone. Lui deve avere capito che stavo cercando qualcos’altro da tirargli contro ed è scappato». Definitivamente. A quel punto, ha chiamato i carabinieri. È arrivato sul posto personale sia della stazione di Occhiobello che della Compagnia di Castelmassa, per avviare le indagini del caso. Al momento, non ci sono indicazioni certe neppure sulla possibile nazionalità del rapinatore. «Diceva solo’soldi’– precisa il titolare del negozio – Non sono riuscito a intuire nemmeno se fosse italiano o meno: sono in Italia da 10 anni e non mi era mai capitato nulla del genere», sottolinea ricordando che da circa sette abita a Santa Maria, dopo un primo periodo passato a Roma.

In agosto un colpo simile

Qualcosa di simile era invece accaduto non distante, nella serata del 25 agosto, quando, verso le 19. 30, era stata presa di mira la tabaccheria Malavasi. In quel caso, lo sconosciuto, sempre armato di pistola, presumibilmente giocattolo, si era fatto consegnare una somma nell’ordine dei 400 euro circa, prima di allontanarsi, a piedi, almeno per il primo tratto. E dunque sono in corso indagini per trovare connessioni tra il colpo di giovedì e quello d’agosto. –

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