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Lagosanto, aggredita in strada dai pitbull: donna ferita, muore il suo cane

La vittima stava passeggiando in strada quando i cani sono spuntati dal parco. Il figlio: «Erano liberi, siamo distrutti». Il sindaco: «Un fatto inammissibile»

LAGOSANTO. Una donna di 64 anni di Lagosanto stava passeggiando alle 8 del mattino di domenica con il suo cagnolino al guinzaglio, uno Yorkshire, quando è stata aggredita da due pitbull arrivati di gran corsa, e quindi liberi, dal parco pubblico vicino alla strada. Gli animali hanno subito preso di mira il cagnolino, uccidendolo, mentre la donna è rimasta ferita in maniera importante ma non è per fortuna in pericolo di vita. «Siamo sconvolti», ha detto il figlio con un filo di voce, mentre il sindaco Cristian Bertarelli condanna in maniera ferma e dura l’episodio: «I cani devono stare al guinzaglio, non ci sono scusanti. E, soprattutto, abbiamo aree appositamente attrezzate dove poter portare. Sono cose, queste, che mi lasciano davvero l’amaro in bocca perché una persona ha rischiato la vita». Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la 64enne stava passeggiando con il suo cagnolino, quando è stata attaccata dai pitbull.

LA RICOSTRUZIONE

I due animali hanno puntato il cagnolino, nonostante la proprietaria cercasse di trarlo in salvo procurandosi diverse ferite. Solo quando il cagnolino ha smesso di reagire i due pitbull si sono calmati. Le conseguenze sono state gravi per la 64enne, che ha riportato ferite guaribili in 30 giorni. La proprietaria dei due pitbull, una 33enne originaria del posto, è stata denunciata per omessa custodia e mal governo di animali.

IL DOLORE

«Mia mamma mi ha telefonato urlando – racconta il figlio della vittima –, quando sono arrivato non ho potuto fare molto. Mi sono preoccupato a quel punto di lei che è stata portata subito in ospedale. Al momento, le hanno dato trenta giorni di prognosi, ma non sappiamo ancora come andrà a finire, perché il braccio è molto gonfio e messo male e bisognerà capire se ci sono tendini rotti o altri tipi di conseguenze».

Il ragazzo è un fiume in piena: «Quel cagnolino, e chi ci conosce lo sa, era di fondamentale importanza per noi. Mio papà è disabile ed era la sua gioia, la sua compagnia». Non solo, la vittima aveva già seri problemi all’altro braccio e adesso «dovremo trovare per forza un aiuto in casa, da sola non può farcela. Non oso pensare a quello che sarebbe potuto succedere alla mia mamma». Ma la cosa che più fa rabbia è «il non volersi assumere le proprie responsabilità».

LO SFOGO

«Quei cani - aggiunge - erano liberi, non è vero che erano al guinzaglio e lei li ha lasciati correre in un parco pubblico, frequentato anche da bambini perché tanto era domenica mattina molto presto. Non si fa, non è ammissibile un fatto del genere. E in più si nega anche l’evidenza».

La versione del ragazzo è confermata dal sindaco Bertarelli, anche lui profondamente turbato: «A Lagosanto l’area attrezzata per i cani c’è, quella signora era in un parco pubblico. L’ho sempre detto e lo continuerò a ripetere: gli animali non possono e non devono stare liberi, perché è pericoloso. Quello che è successo era evitabile, le regole non vengono fatte per dispetto, bensì servono a tutelare la salute e l’incolumità dei cittadini» . —

annarita bova

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