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Ferrara, commessi sotto stress: «Minacciati dai clienti menefreghisti»

I lavoratori del commercio in stato d’agitazione. Allertati prefetto, medicina del lavoro e sindaci: fate controlli

FERRARA. Le lavoratrici e i lavoratori del commercio di tutto il Ferrarese sono in stato d’agitazione, a difesa della loro sicurezza, ad iniziare da quella sanitaria per arrivare all’incolumità, ma anche di quella della stessa clientela. A proclamare questo primo genere di protesta, e senza escluderne l’inasprimento, sono i sindacati unitari Cgil, Cisl e Uil di settore, che in un documento denunciano addirittura «anche eventi di natura violenta, verbale e fisica, nei confronti degli addetti alle vendite che chiedono alla clientela l’ottemperanza delle regole, del rispetto e del buonsenso».

«ALTA TENSIONE»


Affermazioni pesanti e allarmanti, che però lo stesso Giorgio Zattoni della Uiltucs, firmatario del documento assieme a Maria Lisa Cavallini della Filcams e Luca Benfenati della Fisascat, cerca di edulcorare: «No - ammette e rassicura -, non siamo arrivati al fatto clamoroso, però la tensione sta salendo e non va sottovalutata. Soprattutto le cassiere, anello finale del percorso di un negozio, sempre più spesso ci segnalano comportamenti irrispettosi delle norme e, in particolare, sull’utilizzo della mascherina, portata nemmeno sotto il naso, ma sotto il mento. Sinora è stata sufficiente l’assistenza di vigilanza, capi negozio o capi reparto per sedare sul nascere le situazioni più spiacevoli, ma con questo clima prima o poi qualcosa capita».

Già, i motivi di tensione, sia da parte della clientela indisciplinata, sia da quella dei lavoratori del settore, non mancano. La pandemia e tutto ciò che ne è conseguito ha reso tutti meno sereni, se non insofferenti, così non c’è bisogni d’imbattersi in un negazionista per trovare qualcuno senza mascherina: nel chiuso di un negozio è ben comprensibile che sia un comportamento inaccettabile e che venga censurato.

«Quasi tutte le aziende s’impegnano - prosegue Zattoni -, solo con Eurospin c’è un contenzioso aperto, perché in occasione del primo lockdown si erano affidati alla vigilanza, invece ora sono sguarniti e lì le regole si fa più fatica a vederle rispettate. In ogni caso, abbiamo voluto dare un segnale forte prima che succeda il peggio: l’aria è pesante. Per ora il profilo rimane basso, ma se si arriva agli estremi per le querele, partono anche quelle... Se tutti pensano di avere solo diritti e non doveri, si sbagliano: noi adesso abbiamo allertato tutti i sindaci del Ferrarese, il prefetto e la medicina del lavoro».

TRA I PIÙ ESPOSTI

D’altro canto, le lavoratrici e i lavoratori del commercio (per carità, al pari di altre categorie), costantemente dall’inizio della pandemia e in particolare in questi giorni aggravati pesantemente dalla ripresa dei contagi, operano a stretto contatto con il pubblico e fanno i conti con il mancato rispetto dei protocolli e delle linee guide della regione Emilia Romagna. Nel fine settimana scorso è emersa una forte sofferenza della tenuta dell’attuazione dei protocolli in molte attività commerciali aperte sul territorio e per questo i sindacati hanno «richiesto al prefetto ed ai sindaci di tutti i Comuni del territorio di predisporre tutti gli strumenti necessari per presidiare la sicurezza nelle attività, incrementando i controlli, il presidio della legalità e dei protocolli, attraverso gli istituti di sorveglianza a cui sono in capo». —