Ferrara, risposato prima di divorziare: assolto da accusa di bigamia

La sentenza a Bologna, per tenuità e occasionalità del fatto

FERRARA. Assolto dal reato di bigamia, per tenuità e occasionalità del fatto, mentre in primo grado era stato condannato dal tribunale di Ferrara alla pena di otto mesi, perché si era risposato prima di divorziare dalla prima moglie, e dunque formalmente era sposato con due donne diverse allo stesso momento. Protagonista del processo in Corte d'appello a Bologna, un cittadino saudita di 43 anni, da anni a Ferrara dove lavora come operatore sociale.

Al centro, "un problema" di sovrapposizione delle sue due posizioni coniugali. Secondo le accuse, l'uomo non avrebbe potuto ignorare di essere ancora sposato quando ha contratto il secondo matrimonio, che era stato celebrato in Giordania e che non aveva effetti civili e solo in caso di trascrizione in Italia li avrebbe avuti. Ed è proprio quando l'uomo ha fatto le pratiche delle seconde nozze all'anagrafe di Ferrara che si è scoperto che in realtà era ancora sposato, o meglio separato e in attesa di riconoscimento ai fini civili del divorzio. Tutto inizia nel 2009, quando l'uomo si sposò con donna tedesca, in Italia, ma dopo anni i due si lasciarono, si separarono nel 2012, ma il divorzio ufficiale venne registrato solo due anni dopo, nel 2014.

Lui nel frattempo, si è sposato con un'altra donna, in Giordania con rito religioso, che non ha effetti civili in Italia. Per queste nozze, occorre registrare l'unione, e alla trascrizione del secondo matrimonio l'ufficiale dell'anagrafe si accorse dell'incongruenza, segnalò il fatto e partirono denunce, indagini e processo. Perché formalmente l'uomo risultava sposato, con due donne diverse, era bigamo e in Italia questo è reato. «È stato un percorso processuale relativamente complesso, soprattutto nella prima fase, per gli approfondimenti che si sono resi necessari. Fortunatamente la Corte d'Appello di Bologna ha restituito giustizia al mio assistito, valorizzando gli elementi offerti dalla difesa, suscettibili di inquadrare la vicenda nei giusti termini», ha commentato il difensore, l'avvocato Denis Lovison.