Bondeno, rubata la fisarmonica dell'orchestrale

Bruno Vischi con la sua fisarmonica durante una serata nel 2018

La pandemia ha costretto il musicista a reinventarsi: «Adesso lavoro in campagna ma la sera mi esercitavo»

BONDENO. «Quella fisarmonica per me era uno strumento di lavoro al quale ero molto legato, dovrò ricomprarla e non costa poco. Oltretutto in questo periodo nefasto di pandemia e crisi, mi sono dovuto reinventare e cambiare lavoro. Spero solo momentaneamente. La mia vita è la musica, vorrei tornare al più presto a suonare». Risponde così, da Bondeno, dove si ritrova a fare l’operaio per la coop agricola San Biagio di Faenza, Bruno Vischi, fisarmonicista della nota orchestra Castellina Pasi, al quale hanno rubato lo strumento. Ed è proprio a Bondeno che è avvenuto il furto, lunedì pomeriggio. «L’avevo lasciata nel furgone dentro la custodia – dice – e quando siamo tornati dal lavoro nei campi era sparita, insieme alle borse dei miei colleghi. Sono impegnato qui per un lungo periodo, quindi avevo lo strumento con me, per esercitarmi la sera dopo il lavoro».

APPELLO E SOLIDARIETA'


Vischi è di origini liguri, di Chiavari, e risiede a Faenza dal 2012. «Ho subito postato la foto della fisarmonica sui social, nel tentativo di recuperarla e ho rivolto un appello ai ladri a restituirmela. So che è difficile, ma non voglio lasciare nulla di intentato». Tra coloro che hanno condiviso l’appello c’è Giordano Sangiorgi, patron del Mei: «Mobilitiamoci tutti online: troviamo la fisarmonica di Bruno Vischi – scrive –. Sono cose che indignano. Una forte diffusione può giungere all’occhio dei ladri, ma soprattutto rende lo strumento invendibile in quanto può essere riconosciuto come rubato. Se venisse restituita non sarebbe il primo caso».

PASSIONE DI UNA VITA

Bruno Vischi è uno strumentista molto apprezzato nei ranghi di una delle più gloriose orchestre romagnole: «Sono cresciuto in una famiglia dove la radio era sempre accesa. È dall’età di dieci anni che mi interesso di musica romagnola e, in particolare, sono rimasto ammaliato dall’orchestra Castellina Pasi. Ascoltavo vecchi nastri di mio papà e sentivo sempre risuonare questo strumento un po’ strano che sarebbe in seguito diventata la mia vita. Un giorno i miei genitori mi portarono a vedere l’orchestra Castellina Pasi in una piccola discoteca: fu amore a prima vista. Dopo un po’ di tempo, vedendo la passione, i miei genitori e mia nonna mi regalarono la prima fisarmonica. Quella rubata è l’ultima, acquistata nel 2018, non ne ho altre». Suonare oggi nell’orchestra dei suoi sogni da bambino è una soddisfazione elevata alla massima potenza, «un sogno realizzato che mi fa sentire onorato di sostituire il maestro Castellina e di portare avanti questa tradizione, che non morirà mai». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA