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«Eri la nostra forza, sempre». A Portomaggiore l’ultimo saluto all’impiegato

In centinaia ai funerali di Sergio Pariali, 49 anni, morto per un malore mentre andava al lavoro alla Berco. «La tua vita era difficile, eppure riuscivi a trovare tempo e parole per tutti» 

Portomaggiore ha dato l'addio a Sergio Pariali

PORTOMAGGIORE. Era una persona speciale Sergio Pariali, 49 anni, e la quantità di persone che stamattina hanno voluto esserci, dentro e fuori la chiesa della Collegiata di Portomaggiore, ne è la più grande conferma. Una vita, la sua, decisamente molto difficile, cambiata completamente a soli 18 anni quando è rimasto paralizzato dopo un tremendo incidente.

«Non so come facesse, ma riusciva a dare forza a tutti noi – dice con un filo di voce l’amico Adriano Del Vecchio –. Lui, che di ostacoli ne ha dovuti superare tanti, era il nostro punto di riferimento, la nostra forza e non ci ha mai fatto sentire piccoli con i nostri problemi da poco, ma ha sempre cercato e trovato le parole giuste».


Commozione

I genitori, la sorella, la compagna e la sua bambina sono stati avvoltI dal calore di tutto il paese.

«So che è difficile da accettare, ma come Cristo è risorto anche noi risorgeremo, lasciando sulla terra le nostre debolezze e continuando a vivere nel cuore dei nostri cari – ha detto il don durante l’omelia –. Questa vita è un anticipo, un assaggio di quello che il signore ci permette, una vita che non abbiamo chiesto ma che ci è stata donata e può essere dunque trasformata».

Una cosa è certa «quello che è stato fatto in questo breve tempo non può essere cancellato: Sergio ci ha conosciuto, amato, rispettato e tutto questo è un tesoro che nessuno può cancellare. Le cose belle restano per sempre, nemmeno la morta riesce a portarle via».

I ricordi

Il ricordo degli amici e di chi gli ha voluto bene adesso è più forte che mai.

«Lascia una presenza custodita gelosamente nel nostro cuore, è un angelo che ci è stato donato e sarà ancora un compagno di viaggio in questo tratto che ancora ci manca». La sua cara amica Federica, che non è potuta essere presente in chiesa, ha affidato una lettera che è stata letta in chiesa: «Non si vede che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi. La vita ti ha sempre riservato prove durissime ma tu sei sempre stato un esempio per tutti, sempre pronto a valorizzare quello che realmente conta. Hai amato i tutti: i tuoi genitori, la tua compagna e i tanti, tanti amici. Oggi ci sentiamo tutti più soli soffocati dalla paura e ci sentiamo lontani ma siamo comunque tutti qui, chi fisicamente e chi col pensiero. Ci mancherai un bacio».

Poi lunghissimo applauso. «Si è addormentato nella pace di Cristo, come l’erba che al mattino fiorisce e alla sera è già falciata. Il germe di vita esterna da lui ricevuto nel battesimo fiorisca ora e non venga mai meno la speranza che un giorno ci troveremo ancora insieme». —

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