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Ferrara, progetto da 16 milioni di euro per il Castello. Il secondo piano trasformato in museo

Avanza l’iter per gli interventi dell’antisismica e per creare nuovi spazi espositivi. Il trasloco degli uffici nei prossimi mesi

FERRARA. Si va avanti, un passo dopo l’altro, pur in un mare di difficoltà non solo burocratiche. Il piano per un’ulteriore riqualificazione del Castello Estense avanza e fa registrare un nuovo positivo step in vista del definitivo via libera al cantiere per il mega progetto di ultimazione della ristrutturazione antisismica del Castello che dura in pratica già da otto anni. Progetto post sisma che si coniuga con la trasformazione del secondo piano non più da adibire ad uffici ma a sale museo, in prospettiva di un futuro insediamento di una succursale della Pinacoteca nazionale di Ferrara.

Considerando tempi tecnici un po’ più lunghi del solito in questa fase emergenziale, il cantiere potrebbe scattare nel 2021. Già nella prima parte del prossimo anno verranno smantellati quasi tutti gli uffici che si trovano al secondo piano per riallestire gli spazi con sale più ampie e capiente.


I grigi uffici, che si trovano attualmente posizionati nel lato sud del Castello, lasceranno campo libero all’allestimento in quel settore di due grandi sale, seguendo le volte originali. Superficie quindi più adatte e conformi ad ospitare opere d’arte e mostre per quella che diventerà la succursale della Pinacoteca nazionale. Gli uffici della Provincia verranno trasferiti all’ex Cotti, quell’edificio di Corso Isonzo 105 che da tanti anni ospita assessorati e servizi dell’amministrazione provinciale, qualcuno troverà posto al lato opposto della rotatoria, dove l’ex caserma dei carabinieri è già da tempo quartier generale del settore opere pubbliche.

La rivoluzione del secondo piano del Castello comporterà anche ad un intervento della sala del consiglio provinciale, da pochi anni ristrutturata. Questo non solo per rafforzarla dal punto di vista dell’antisismica e della copertura del solaio ma anche per permettere al visitatore di ammirare al meglio una porzione più vasta dei resti del giardino pensile del tardo quattrocento di Eleonora d’Aragona con un pavimento in vetro dove si potrà scorgere meglio i resti del palazzo. Sarà anche ristrutturata la sala della Torre del Leoni, per dare continuità al percorso espositivo.

Anche qui proseguirà lo smantellamento degli uffici dell’amministrazione provinciale ma gli spazi che verranno recuperati saranno sviluppati per la didattica e per invitare scolaresche alla visione dell’arte in esposizione, potendo sfruttare tra l’altro il settore più panoramico, quello rivolto verso Ercole d’Este e il parco urbano con lo sguardo che nelle belle giornate arriva fino all’argine del Po. Anche qui non mancheranno percorsi che si coniugano con l’arte.

Rimarrà sostanzialmente come adesso con solo gli uffici ristretti di rappresentanza della presidenza, ovviamente saranno interessati nei lavori dell’antisismica. Verranno agevolati nel nuovo progetto i collegamento tra il primo e il secondo piano con un nuovo ascensore e il miglioramento delle tre scale d’accesso in modo da rendere più fruibili gli accessi negli spazi del Castello. L’investimento vede un intervento di 16 milioni di euro: 7 derivati da un contributo della regione per l’antisismica, 7 milioni anche dal Ministero per la riqualificazione del Castello e 2 milioni per restaurare gli affreschi e gli stucchi rovinati dalle scosse di terremoto del 2012. Dopo la grande rivoluzione degli anni Duemila, la Provincia è pronta a riqualificare ancora il Castello. —