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Comacchio dice addio a “Turi”, il volontario musicista innamorato delle Valli

La compagnia dialettale Al Batal è in lutto. Morto Russo a 66 anni: «Mente e spirito di tutte le nostre iniziative» 

COMACCHIO. Con la scomparsa di Salvatore Russo, per tutti affettuosamente Turi, la compagnia dialettale Al Batal perde uno dei suoi esponenti di punta, che aveva ricoperto in una miriade di occasioni, tra spettacoli e commedie, il ruolo di direttore artistico. Russo, calabrese di nascita, proveniente da Joppolo, paesino della provincia di Vibo Valentia, dopo aver lottato per quattro lunghi anni contro una grave malattia, si è spento lunedì, attorno alle 3.30, all’ospedale del Delta.

LE PASSIONI


«È stato un volontario vero – commenta fra le lacrime l’amico di una vita, Pier Michele Mezzogori, presidente della compagnia dialettale Al Batal –, ha dato tanto a Comacchio, sempre presente anche nelle iniziative benefiche, tra raccolte fondi per le popolazioni colpite dal terremoto o per altre giuste cause». Ha fatto breccia nel Batal con la sua musica «e grazie a lui – prosegue Mezzogori – abbiamo prodotto un cd di canti popolari in dialetto comacchiese, “Tra Anguille e Tarante”, con la direzione del grandissimo Ambrogio Sparagna».

TANTE LACRIME

In laguna la morte prematura di Turi, a soli 66 anni, ha suscitato commozione profonda e un vasto cordoglio. In pensione da alcuni anni, Salvatore Russo aveva conosciuto la moglie Genziana Felletti ai tempi dell’Università, che i due frequentavano a Bologna. L’incontro ha segnato la vita del giovane calabrese e della giovane comacchiese, dalla cui unione sono nati due figli, Marco e Silvia. «Turi è stato un grande amico, ma anche un punto di riferimento prezioso ed insostituibile».

LA MALATTIA

Russo aveva lottato come un leone negli ultimi tempi, continuando a tenere un contatto costante con gli amici di sempre, con i quali aveva condiviso tanti progetti culturali e con i quali avrebbe dovuto organizzare nuovi lavori teatrali, una volta cessata l’emergenza sanitaria. «Ci siamo sentiti al telefono sino a venerdì – conclude il presidente della compagnia dialettale Al Batal –; cercavo di tenergli alto il morale, anche se entrambi eravamo consapevoli di quello che stava accadendo».

C’era sempre Salvatore Russo in regia anche per lo spettacolo natalizio della rappresentazione della Natività, ma anche in occasione delle tante edizioni del Carnevale sull’acqua, fra canti e costumi a tema, che lo vedevano impegnato in prima linea, a divertirsi come un fanciullo e a far divertire gli altri. Uomo di grande giovialità e di compagnia, sempre propenso ad imbracciare la chitarra per intonare strofe del bel canto, Turi si dilettava anche a scrivere testi, racconti, poesie e filastrocche. «Aveva scelto Comacchio come sua patria adottiva – sottolinea Mezzogori – e l’ha amata visceralmente». I funerali domani, alle 15, nella concattedrale di San Cassiano. —

KATIA ROMAGNOLI

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