Ferrara, si può andare a tartufi ma non dal parrucchiere. L’affondo della Cna: è una presa in giro

Artigiani sul piede di guerra sugli spostamenti nei Comuni. Il presidente Bellotti: «Pronti ad azioni eclatanti» 

FERRARA. Se il divieto di spostamento tra Comuni provoca difficoltà e disagi, le deroghe - soprattutto quelle negate - accendono la miccia della polemica. Se nel paese di residenza non c’è neanche un supermercato dove fare la spesa ci si può spostare, e fin qui tutti d’accordo. Anche il placet al volontariato, là dove intervenga a sostegno di situazioni critiche, è un dato incontrovertibile. Lo stesso però non vale, secondo l’orientamento emerso dai confronti con la Regione, per parrucchieri, estetisti, gommisti, . autofficine e lavanderie: in questi casi lo spostamento tra Comuni resta vietato Ma si può in compenso andare a tartufi, purché si dimostri che si tratta di un’attività lavorativa. Qualche dubbio resta ancora per la pesca sportiva e per il rinnovo degli amministratori dei consorzi di bonifica, ambiti sui quali è in corso una valutazione.

L’ATTACCO


Scelte che hanno fatto infuriare le associazioni artigiane, e l’affondo di Cna Ferrara non è tardato ad arrivare: «Siamo di fronte a un’autentica presa in giro delle imprese artigiane, che forniscono servizi utili alle persone e alla comunità - tuona il presidente Davide Bellotti, promettendo «azioni eclatanti» se Regione e Governo non interverranno a garanzia dell’esercizio della libertà d’impresa - Viene chiesto loro di tenere aperta l’attività, e contemporaneamente si impedisce ai loro clienti di raggiungerle se abitano in un Comune diverso. Non c’è alcuna logica in disposizioni come queste: Governo e Regioni devono immediatamente rivedere la propria posizione in materia dando una interpretazione univoca per tutto il territorio nazionale che non penalizzi le imprese».

Regole che si fatica a comprendere, prosegue Bellotti, considerato che «i servizi estetici sono molto personali e personalizzati, e contribuiscono al benessere delle persone. Inoltre, tantissime nostre imprese hanno servizi prenotati da tempo, da parte di clienti seguiti da tanti anni, che ora non possono andare solo perché abitano in un comune limitrofo. Inoltre, acconciatori ed estetiste hanno dato prova di grande rispetto per i protocolli di sicurezza».

Stesso destino per gommisti, autoriparatori, tintolavanderie e tanti altri servizi rivolti alla comunità: «Faccio solo un esempio: - va avanti Bellotti - la Regione Emilia Romagna mi dice che non posso andare dal gommista di fiducia, che magari ha in consegna le gomme invernali della mia auto, o dall’ autoriparatore che ha già pronti i ricambi necessari per la manutenzione ordinaria. Non posso, se il gommista o l’autoriparatore hanno la loro attività oltre il confine del mio Comune di residenza. E la sicurezza della mia e di tante auto come la mia? Non interessa più a nessuno?». Da qui il proposito di dare battaglia, se necessario, contro una «burocrazia impazzita», chiedendo al contempo una rivisitazione dei criteri per i ristori «non basati sugli artificiosi codici Ateco». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA