Ferrara, vaccino influenzale: “Click day” beffa per pochi fortunati. Migliaia senza siero

Ieri farmacie a secco in pochi minuti, incognita nuovi arrivi. L’Asl: venerdì altre 4.700 dosi ma per le categorie a rischio

FERRARA. Bruciati nel giro di poche ore, con liste di centinaia di persone in attesa inutile in ogni farmacia e i farmacisti assediati dalle proteste chi non ce l’ha fatta. Il “click day” non dichiarato, ma nei fatti, del vaccino antinfluenzale ha lasciato strascichi che potrebbero avere conseguenze anche sulla risposta dei cittadini alla prossima e cruciale chiamata sul siero anti-Covid. Ieri mattina, dopo che lunedì le disponibilità dei 2.200 vaccini riservati al Ferrarese si erano interrotte già alle 18, in diversi si sono presentati di nuovo con le ricette dei medici, solo per sentirsi dire che le... 90 dosi ulteriori erano esaurite già a pochi minuti dall’apertura. «In tanti ci sono rimasti male, c’è chi insiste per farsi la ricetta dal medico e venire qui ma fa solo un giro a vuoto» allargava le braccia già a fine mattinata Raffaele De Filippis, responsabile delle farmacie rurali di Federfarma.

LA GIORNATA


Ieri la beffa è stata amplificata dalla misera disponibilità rimasta dopo il pieno di richieste di lunedì. «In pratica non abbiamo nemmeno iniziato, perché fin dalle richieste dei primi utenti del mattino nelle nostre farmacie la risposta della distribuzione è stata negativa - racconta Stefania Menegatti, titolare della Sorgente di Francolino e presidente di Federfarma - In questi due giorni noi siamo riusciti a ottenere una ventina di dosi, ma le telefonate di richiesta erano centinaia, e così è successo nella rete delle nostre farmacie. Del resto era lampante che la disponibilità di 2.200 vaccini per tutta la provincia sarebbe stata insufficiente, per i nostri 114 associati la media era di 17 vaccini a testa, una dose davvero omeopatica. Notizie di ulteriori forniture dalla Regione? Ancora no». Chi ha provato a tenere una lista di prenotazioni, prima ancora che venissero esplicitate le modalità che non prevedono acquisti preventivi ma appunto tentativi al banco con in mano la ricetta medica, parla di «duecento richieste raccolte, a fronte di una ventina al massimo di vaccini venduti in media gli anni scorsi» calcola De Filippis.

E di «processione di utenti con la ricetta, che siamo stati costretti a rimandare indietro» parla Paola Nocenti, direttrice dell’Azienda farmaceutica municipalizzata. Del resto, conferma l’amministratore di Holding Ferrara servizi, Luca Cimarelli, «avevamo calcolato di distribuire 26 dosi per ognuna delle nostre farmacie, e non possiamo per il momento fare di più. Come noto, quest’anno non dipende da noi». Tra l’altro il meccanismo messo in piedi a livello ministeriale non dà alcuna garanzia alle fasce di popolazione più esposta ma esclusa dai target protetti, che appunto ha dovuto partecipare alla “lotteria” ed in gran parte ne è uscita a mani vuote.

LE PROSPETTIVE

Il vaccino non è in libera vendita come succede di solito, perché il ministero ha dilatato le categorie a rischio al quale garantirlo gratuitamente (anche gli over 60, tra le altre), e ha spinto anche sul resto della popolazione. Il paradosso è che nemmeno i medici di famiglia, esclusivisti nella vaccinazione delle categorie target, sono stati lasciati a lungo senza certezze sull’arrivo delle dosi per i loro ambulatori, e da eventuali eccedenze in queste forniture dipende la possibilità di rifornire nuovamente le farmacie.

Ieri pomeriggio l’Asl ha fornito qualche indicazione più precisa: «Siamo stati chiamati dalla direttrice Monica Calamai - racconta Claudio Casaroli, segretario del sindacato Fimmg - che ha garantito una prima distribuzione del vaccino Fluorix, 4.700 dosi, entro venerdì 20. Il grosso della fornitura, 12.200 vaccini, dovrebbe arrivare il 23 novembre, mentre il 27 è atteso un ulteriore invio. Con queste forniture si dovrebbe arrivare a coprire il 75% del target, e non dimentichiamo che la campagna vaccinale non si esaurisce in autunno ma va avanti anche nell’anno nuovo». Nel complesso l’Asl di Ferrara ha prenotato 20mila dosi e se dovessero arrivare tutte aumenterebbe la possibilità di mettere a disposizione dosi anche per la libera vendita. In caso, bisognerà attendere come minimo metà dicembre. Si tratta del secondo giro dai medici, in quanto un terzo dei vaccini è stato somministrato a metà ottobre. —

stefano ciervo

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