Vaccino Covid, Asl e Cona ordinano i frigo

Programmazione per lo stoccaggio delle dosi: oggi incontro in Regione. Pazienti psichiatrici positivi: piano per la gestione

FERRARA. Il tema “vaccino Covid” è entrato a far parte dei temi all’ordine del giorno della Conferenza territoriale sociosanitaria.

Ieri nel corso dell’aggiornamento settimanale sullo stato dell’epidemia nel Ferrarese si è cominciato a parlare di programmazione in vista dell’arrivo, con il nuovo anno, delle prime dosi di vaccino: questa mattina in particolare (venerdì 20 novembre) le aziende sanitarie e ospedaliere faranno il punto con la direzione generale della Regione Emilia Romagna, cominciando dalle richieste per la fornitura di contenitori frigo per conservare il vaccino a - 80 gradi. «Iniziamo questo percorso - hanno annunciato le dirigenti di Asl e Sant’Anna Monica Calamai e Paola Bardasi - Abbiamo già fornito le prime indicazioni sui contenitori frigo e su tutto ciò che serve per lo stoccaggio delle dosi». Non sarà peraltro l’unico argomento in discussione, perché Calamai ha intenzione di chiedere l’estensione della cura con il plasma iperimmune (al momento in corso a Cona su tre pazienti) su tutto il territorio.


Ferrara e la sua provincia restano nello scenario 3 avanzato ma alcuni indicatori, come l’89% di asintomatici sul totale dei positivi e il 92% di contagiati curati a casa, ha detto Calamai, «dimostrano che il sistema di tracciamento sta funzionando e che siamo in grado di intercettare una fascia sempre più ampia di popolazione». Ne è un riflesso, però, la sempre più preoccupante scarsità di reagenti che riesce a stento a far fronte alla quantità di tamponi da processare. Tra lunedì e martedì, hanno riferito le dirigenti, si è arrivati a un punto critico, risolto con una fornitura in extremis, ma il problema di fondo - solo parzialmente alleviato dai tamponi rapidi - rimane.

Un altro fronte aperto è quello della gestione dei pazienti Covid psichiatrici per i quali la dottoressa Paola Carozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale - ha proposto l’utilizzo dei 16 posti letto del Servizio Psichiatrico di Osservazione Intensiva (Spoi) nel caso dovessero verificarsi queste due circostanze: la saturazione dei 2 posti (sui 15 totali) di Diagnosi e Cura attualmente riservati alla “zona sporca” per persone contagiate o sospette Covid; casi di positività all’interno delle tre residenze psichiatriche, ovvero San Bartolo (30 posti) e La Luna (15 posti) di Ferrara e la Basaglia (15 posti) di Portomaggiore. Comunità per molti aspetti paragonabili alle strutture protette «che sono state sottoposte a monitoraggio stretto e dove le crisi sono state risolte senza particolare allarme», ha spiegato Carozza. Ma una “rete di salvataggio” è più che mai necessaria perché al momento «non ci sono risposte nel caso si verifichi una delle due eventualità». Nei letti Spoi sarebbero accolti i pazienti più gestibili, mentre in caso di Tso c’è il ricovero in Diagnosi e Cura. —

Alessandra Mura

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